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GOVERNO: PROVE DI DIALOGO.
OGGI PARLA VELTRONI


Il fatto nuovo che accompagna il varo commentatori dei principali quotidiani di oggi sono i quattro applausi ricevuti dal premier anche da parte dei banchi dell'opposizione, quando ieri ha pronunciato nell'Aula di Montecitorio il suo discorso programmatico di appena venticinque minuti.
Ogni volta che Berlusconi si riferiva al dialogo con l'opposizione per ''riscrivere le regole'' ha ricevuto il plauso dell'intero emiciclo. La conferma che qualcosa e' mutato la si e' avuta con l'intervento di Piero Fassino, Pd, ministro ombra degli esteri: ''Noi non daremo la fiducia a questo governo.
Ma da parte nostra non ci sara' una opposizione pregiudiziale, ne' una opposizione sorda e miope.
Quando dal confronto risulteranno possibilita' di convergenza, non avremo imbarazzi nel dichiarare la nostra convergenza''.
Questo atteggiamento ha caratterizzato le dichiarazioni degli esponenti del Pd per l'intera giornata (unica eccezione quella di Pierluigi Bersani, ministro ombra dell'economia, molto vicino alle posizioni di Massimo D'Alema: ''Ci coinvolgono ora perche' temono i problemi che verranno dall'economia'').
Oggi tocca al segretario Walter Veltroni prendere la parola nel corso delle dichiarazioni di voto che precederanno il via libera della Camera al governo (il voto e' previsto in tarda mattinata).
Si trattera' di ''un discorso importante'', fa sapere l'ufficio stampa del Pd, dove il leader del partito potrebbe disegnare i punti delle possibili convergenze con la maggioranza: la riforma dei regolamenti parlamentari, il cambiamento di funzioni tra Camera e Senato, la necessita' di una nuova legge elettorale.
Nelle parole del vice segretario Dario Franceschini di ieri si e' gia' potuto verificare la disponibilita' del Pd: ''Ricordiamo tutti il Berlusconi della legislatura 2001-2006 e il Berlusconi della campagna elettorale.
Evidentemente ha deciso di avere dei toni piu' civili e aperti al dialogo.
Ora servono i fatti''. Sul fronte dell'opposizione ci sono pero' voci discordanti.
Una e' quella di Bruno Tabacci, Udc, che ha pure criticato la mano tesa di Berlusconi al solo Pd.
''Non posso votare la fiducia a questo governo perche' sono parte di un'opposizione di centro che lei fa fatica a riconoscere.
Lei preferisce il governo ombra di Veltroni e da' vita ad un sistema presidenziale senza contrapposizioni che e' il suo nuovo parlamentarismo'', ha detto rivolgendosi al premier (oggi parlera' per l'Udc anche l'ex presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini).
Da Antonio Di Petro, leader dell'Italia dei valori, e' venuto il commento piu' indisponibile a concedere un'apertura di credito al presidente del Consiglio: ''La mano tesa di Berlusconi mi sembra come la zampa tesa dal lupo all'agnello.
Il suo e' stato un discorso papista e pseudobuonista con cui vuole addormentare le coscienze per agire indisturbato.
Non ha detto niente sul conflitto di interessi e sulla giustizia''. Dopo il pronunciamento della Camera di oggi, tocchera' domani al Senato dare il proprio voto di fiducia a Berlusconi. Venerdi', a suggellare il nuovo clima politico, dovrebbe poi esserci il primo incontro tra il premier e Veltroni. gar/cam/alf