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GOVERNO: IN CORSO VOTO FIDUCIA ALLA CAMERA - NEL POMERIGGIO AL SENATO

E' in corso alla Camera la 'chiama' alle ore 13), non e' preceduto da nessuna 'suspence' considerato il largo margine di voti sul quale puo' contare l'alleanza di governo.
Nel pomeriggio il dibattito si spostera' al Senato che votera' domani, in tarda mattinata, la fiducia. Stamattina, replicando agli intervenuti nel dibattito sulla fiducia, Silvio Berlusconi e' stato molto parco di parole (ha parlato per soli 12 minuti).
In questo breve lasso di tempo il premier ha colto il nuovo spirito che aleggia nel Parlamento confermando che intende andare avanti sulla strada del dialogo con le opposizioni.
E spiritosamente ha fatto suo il ''se po' fa, ce la possiamo fare'' utilizzato da Walter Veltroni nella scorsa campagna elettorale. Il dialogo - ha sottolineato Berlusconi - non dovra' essere necessariamente limitato alle riforme ma si puo' allargare all'intera agenda politico-economica del governo, fermi restando i rispettivi ruoli.
Nessun dramma, quindi, se su alcuni argomenti ''ci divideremo''.
L'importante e' che il confronto sia sereno e non fazioso.
Il premier ha anche annunciato che non procedera' a nessuna ''controriforma'' rispetto al governo Prodi, e quindi nessuna revisione in materia pensionistica.
Quanto alle grandi opere, il ponte sullo Stretto di Messina si fara', ma facendo attenzione a contrastare le possibili infiltrazioni mafiose. Quanto alle dichiarazioni di voto, da rimarcare quelle delle opposizioni fatte da Walter Veltroni, Antonio Di Pietro e Pier Ferdinando Casini. Il leader del Pd, confermando la posizione dialogante assunta da tempo, ha sottolineato che ''questo governo ha una maggioranza parlamentare forte'', il che conta parecchio, ''ma conta molto di piu' la forza politica di un disegno alto di cambiamento politico che non ho trovato nel discorso di ieri'' di Berlusconi.
Netta chiusura, invece, da parte del leader dell'Idv, che ha duramente attaccato il premier pur affermando che singoli provvedimenti che vadano incontro alle richieste dei cittadini potranno avere il voto del suo partito.
Dal canto suo Pier Ferdinando Casini ha annunciato un'opposizione 'costruttiva'.
Da rilevare che per dichiarazione di voto a titolo personale e' intervenuto anche Mario Baccini, segretario della 'Rosa bianca' che ha annunciato si' al governo e, di conseguenza le sue dimissioni dal movimento politico che aveva contribuito a fondare. Baccini ha motivato la sua decisione affermando che ''sulla sicurezza, le politiche abitative, il sostegno alle imprese, i valori, ho trovato nel discorso del premier le ragioni di una campagna elettorale che ha rafforzato il bipolarismo''. leo/leo/lv