DERIVATI: ISAE, ALLARME ENTI LOCALI.
POCO TRASPARENTI CREANO DEBITO
E' allarme derivati per gli enti
Regioni che coprivano circa il 38% dell'entita' del capitale
interessato.
Sono finanziamenti troppo 'frammentati'', ''poco
trasparenti'', creano ''debito pubblico e non e' pienamente
compresa nella portata e nel rischio'' questa loro
carattaristica, e avvengono per lo piu' su mercati ''non
regolamentati'', oltre a risultare da contrattazioni private
tra le amministrazioni pubbliche e gli istituti finanziari.
Lo afferma l'istituto di ricerca Isae, che ha presentato
questa mattina il Rapporto sulla 'Finanza Pubblica e
Istituzioni', tutto incentrato sui livelli di indebitamento
rispetto al target di regioni e province.
''Gli enti locali - si legge nel Rapporto - hanno
sottoscritto contratti che hanno permesso di ottenere
liquidita' immediata, o di spostare in avanti scadenze
debitorie, o comunque rimodulare i flussi finanziari debitori
alleggerendo le uscita immediate, trascurando gli effetti a
medio e lungo termine''.
L'Isae parla di 'miopia' degli enti
lcoali perche' si focalizzano sull'immediato, e difficilmente
riescono a percepire ''le effettive conseguenze del
contratto, per cui - continua il Rapporto - sono necessarie
competenze elevatissime e specifiche che la Pubblica
amministrazione spesso non ha''.
Vi sono rischi - prosegue il
Rapporto - di una gestione finanziaria che ecceda nella leva
dei derivati e dei contratti finanziari complessi con le
banche.
Ne potrebbe scature - conclude - una via di creazione
del debito pubblico''.
Per l'Isae inoltre attraverso l'uso
dei derivati si potrebbe consolidare il legame tra enti
locali e banche destianto a durare nel tempo e ad incidere
inevitabilemnte e indebitamente sulla sfera dell'autonomia
politica''.
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