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RIFIUTI: RACCOLTA BLOCCATA IN CAMPANIA.
SI RISCHIA IL COLLASSO


Da piu' di ventiquattrore la allarmanti: tra le 6000 e le 7000 tonnellate di rifiuti nelle vie e piazze del capoluogo (specialmente nei quartieri di periferia, ma anche nella zona ospedaliera), quasi 65mila in Provincia e circa 120mila in tutta la Campania.
Chiuse, anche oggi, moltissime scuole, in particolare quelle di Quarto (a ridosso di Pozzuoli) e di moliti comuni del Vesuviano.
Il direttore scolastico regionale, Alberto Bottino, ha lanciato ieri un appello al Prefetto De Gennaro affinche' ripulisca le aree dinanzi agli edifici scolastici per consentire il rientro in aula di migliaia e migliaia di studenti.
Il rischio e' che si verifichi un vero e proprio collasso.
Che la gente rinunci ad uscire di casa per il crescente accumularsi di rifiuti.
Che la ribellione di Pianura si estenda ad altri quartieri infestati.
Che, ancora una volta, i violenti di professione si infiltrano nelle legittime proteste dei cittadini. Intanto il Supercommissario per l'emergenza De Gennaro, insediatosi cinque giorni fa, non ha ancora spiegato quale sia il piano per uscire da questa drammatica situazione che il presidente del Consiglio Romano Prodi ha definito ''vergogna di fronte all'Europa ed al mondo''.
Dopo l'incontro con il premier di venerdi' scorso, De Gennaro e' rimasto a Roma anche sabato.
Piu' fonti riferiscono che ieri si sia riunito con il suo staff negli uffici del Comando militare territoriale.
Napoli e la Campania aspettano di sapere come si procedera' e aspettano, con urgenza, di sapere se e quando riaprira' Pianura.
Si teme che le rivolte dei cittadini si spostino nei siti indicati dal decreto convertito in legge l'estate scorsa (Savignano-Avellino, Terzigno-Napoli, Sant'Arcangelo Trimonte-Benevento). dqu/sam/ss