PRC: GIORDANO, SIAMO SOLO AGLI INIZI DELLA VERIFICA DI GOVERNO
Rifondazione comunista ha riunito
Franco Giordano nella relazione - e' il tema della verifica
di governo: ''Siamo solo agli inizi e il nodo non si scioglie
con una sola riunione di vertice.
Il confronto proseguira'
nei prossimi giorni, a iniziare da domani'' (e' previsto alle
11.30 un incontro a Palazzo Chigi tra Romano Prodi e i leader
della Sinistra Arcobaleno).
Per il leader del Prc, sono centrali le scelte economiche
(salari e precarieta' del lavoro innanzitutto) ma non si deve
sottovalutare il problema della legge elettorale.
La ''bozza
Bianco'' emersa dalla Commissione affari costituzionali del
Senato e' un buon punto di partenza - dice Giordano - e
Rifondazione e' disponibile a discuterne nel merito e ad
accettare una soglia di sbarramento del 5% per accedere in
Parlamento, ''a condizione che il riparto dei voti avvenga su
base nazionale e il voto sia disgiunto tra candidato e
lista''.
Ma ecco subito un punto discriminante, che suona
come un avvertimento al Partito democratico: ''Non ci puo'
essere nessuno scambio con Silvio Berlusconi tra un accordo
sulla riforma elettorale e un accantonamento della riforma
Gentiloni sul sistema radiotelevisivo''.
Giordano annuncia - e' una novita' - che la verifica di
governo proseguira' portando al tavolo della discussione una
piattaforma concordata con le altre forze della ''cosa
rossa'' (Verdi, Pdci, Sinistra democratica), ''dal momento
che la nostra unita' sui contenuti e' molto forte: dal
salario all'ambiente, dalla difesa della legge sull'aborto
alla necessita' di una normativa sulle convivenze civili fino
alla riduzione delle spese militari''.
La conduzione unitaria
della verifica andra' avanti anche quando si trattera' di
''fare una consultazione di massa sulle condizioni della
nostra permanenza nel governo, perche' sulla costruzione del
soggetto unitario della sinistra serve una ulteriore
accelerazione'', ci tiene a precisare il segretario del Prc.
Su un punto Giordano e' gia' soddisfatto: ''Abbiamo
ottenuto l'impegno da Romano Prodi che su tutti i temi la
discussione dev'essere fatta dall'intera coalizione.
Non ci
saranno piu' iniziative individuali.
Si deve partire dallo
sblocco dei contratti nazionali di lavoro, a iniziare da
quello del pubblico impiego, e dall'emergenza salariale''.
Il
segretario di Rifondazione segnala con forza che le risorse
ci sono, grazie anche al buon andamento dei conti pubblici:
''Bisogna ora intervenire sulla questione sociale che si
presenta in forte sofferenza.
I tempi della redistribuzione
delle risorse devono essere rapidi''.
Quanto alla vicenda dei rifiuti a Napoli e in Campania,
Giordano precisa che ''il non rispetto delle regole ha creato
l'emergenza, pero' non bisogna lasciare il campo libero al
solo decisionismo: nessuna deroga alle compatibilita'
ambientali dei provvedimenti d'emergenza e nessun utilizzo
dell'esercito per risolvere problemi di ordine pubblico''.
Questa relazione, dai toni meno aspri e ultimativi nei
confronti della partecipazione del Prc al governo rispetto
alle posizioni di qualche settimana fa, quando Prodi impose
il voto di fiducia sul ''pacchetto welfare'' che non piaceva
al partito di Giordano, fa emergere qualche dissenso
interno.
Il senatore Claudio Grassi lo esplicita: ''In quale sede e'
stata decisa la piattaforma con cui andiamo alla verifica?
Dev'essere chiaro che c'e' un problema specifico che riguarda
il Prc: dobbiamo decidere della nostra permanenza nella
maggioranza, al di la' di quello che decideranno gli altri
partiti della sinistra.
Dobbiamo prevedere anche un esito
negativo della verifica di governo ed essere pronti a trarne
le conseguenze''.
L'onorevole Elettra Deiana, pur sfumando i
toni rispetto a Grassi, dice in modo sferzante che ''al
partito manca una barra politica, dal momento che continuiamo
a discutere come se non avessimo quasi due anni di esperienza
di governo alle spalle: la consultazione va percio'
proseguita su temi molto concreti''.
Sul percorso proposto da Giordano e soprattutto sul
rapporto eccessivamente unitario con la 'cosa rossa' punta i
piedi pure il deputato Pierluigi Pegolo.
Mentre l'onorevole
Ramon Mantovani, pessimista sull'esito della verifica,
propone ai gruppi parlamentari di votare intanto no al
decreto sulla sicurezza messo a punto dal governo (''espelle
le persone semplicemente sospettate di terrorismo'') e di non
dimenticare la vicenda del raddoppio della base Nato di
Vicenza (''va confermata la contrarieta' di Rifondazione'').
''Registriamo una sconfitta sull'applicazione del
programma di governo.
L'emergenza viene utilizzata
continuamente come modalita' di gestione dell'azione di
governo.
E' cosi' sui rifiuti a Napoli, sul salario e sulle
politiche di sicurezza.
Quindi, la verifica e' innanzitutto
una battaglia politica.
Sui nostri temi, a iniziare da sgravi
fiscali visibili per lavoratori e pensionati, dobbiamo saper
costruire mobilitazione e alleanze.
Prima di tutto, con i
sindacati'', argomenta il ministro della solidarieta' sociale
Paolo Ferrero.
''Uscire dal governo sarebbe una sciocchezza, perche' non
c'e' un movimento a sinistra che spinge in questa direzione.
Rifondazione ha un difetto di cultura di governo, non un
eccesso di vocazione governativa: il che significa misurarsi
su proposte concrete e giudicare nel merito le decisioni'',
sostiene il vice ministro degli esteri Patrizia Sentinelli.
Sulla base di questa discussione interna, il segretario
Giordano puo' annunciare: ''Domani presenteremo a Prodi una
piattaforma di interventi elaborata da tutte le forze della
sinistra''.
Si tratta della seconda tranche di una verifica
che si preannuncia lunga e non facile ma che, almeno per ora,
sembra non riservare colpi di scena.
gar/leo/ss