PDL: BERLUSCONI-CASINI, FINISCE A S.VALENTINO UN RAPPORTO TORMENTATO?
''Se telefonando, io, potessi dirti
quel motivo reso celebre da Mina.
Chissa', se nel colloquio
telefonico tra i leader di Forza Italia e Udc, che con molta
probabilita' avverra' nel pomeriggio, si consumi davvero
quell'addio politico che, sulla carta, appare gia' sancito.
Chissa', ma di certo non a caso Casini ha precisato in
tarda mattinata, nel corso della Direzione del suo partito -
compatto nel chiedergli di correre da solo alle prossime
elezioni, con tanto di simbolo distintivo -, di aver ancora
bisogno di ''qualche ora di riflessione''.
Ore, dunque, e non
giorni, per ''sciogliere le riserve'' anche sulla unanime
richiesta dei suoi a candidarsi premier.
Per contrastare
Walter Veltroni e il suo Pd, ma anche, e forse soprattutto,
il ''listone composito'' del Pdl guidato dal Cavaliere.
E cosi', dopo 14 anni di onorata alleanza, molto
travagliata pero' negli ultimi tre, tranne colpi di teatro
dell'ultima ora - pur sempre possibili - San Valentino 2008,
la festa degli innamorati, potrebbe sancire la fine di uno
storico rapporto, politico, ovviamente.
I paletti, posti da entrambe le parti in causa, sono
chiari.
Da un lato, il Cavaliere chiede ai centristi di
essere ''generosi'' e mettere da parte, magari solo fino alle
elezioni, il simbolo con lo scudocrociato.
Seguendo l'esempio
di Forza Italia e Alleanza nazionale, che hanno fatto gia' un
passo indietro per correre insieme sotto la bandiera del
Popolo della Liberta'.
Dall'altra, l'ex presidente della
Camera non vuol sentir parlare di ''annessione in un disegno
che non ci appartiene'', pur ribadendo la disponibilita' alla
''collaborazione''.
Insomma, qualcuno dovra' fare un passo
indietro, forse entrambi un passettino.
Altrimenti gia'
stesera, ospite di Michele Santoro ad 'Annozero', o al
massimo domani mattina ai microfoni di 'Radio anch'io',
Casini dara' il via alla 'sua' campagna elettorale, in nome
di quei ''valori'' orgogliosamente difesi dalle parti di via
Due Macelli.
Una situazione al limite, resa ancora piu' intricata dalla
prossima consultazione elettorale in Sicilia.
Attorno alla
poltrona di presidente di Regione, infatti, si gioca una
partita parallela, ma non troppo.
Oggetto del contendere,
sempre tra Berlusconi e Casini, l'appoggio al Movimento per
le Autonomie di Raffaele Lombardo, candidato 'governatore',
caldeggiato dall'ex di lusso: Salvatore Cuffaro,
vicesegretario centrista, in lotta aperta e dichiarata con
Gianfranco Micciche', esponente azzurro che Forza Italia
vorrebbe invece alla guida della Regione.
Un intreccio non di
poco conto, se si considera il notevole bacino di voti, per
l'Udc, rappresentato dall'elettorato isolano.
Ed e' stato proprio l'ex presidente della Provincia di
Catania a 'mettere il dito' oggi tra i due contendenti.
In
mattinata, infatti, Lombardo e' stato ricevuto a Palazzo
Grazioli dal leader del Pdl.
''E' stato un incontro
cordialissimo'', riferisce l'esponente politico siciliano,
che non si sbilancia, chiede ''calma'', e frena gli
entusiasmi: ''Viviamo una fase politica abbastanza
interlocutoria.
Per adesso, l'unica certezza e' la mia
candidatura a presidente della Regione, sostenuta dall'Mpa e
da una lista autonoma di supporto''.
In ogni caso, spiega,
''non ci interessa avere spazio nel Pdl, l'Mpa sara' presente
con il proprio simbolo, anche fuori dagli schieramenti e
qualunque tipo di alleanza per la Sicilia passa attraverso
l'accordo nazionale''.
Per Lombardo, ''c'e' pero' poco tempo per sciogliere il
nodo, forse un paio di giorni'', anche perche' ''se dobbiamo
presentarci alle Politiche dobbiamo raccogliere le firme e
noi non siamo forti come la Lega, bensi' rappresentiamo un
piccolo partito con un radicamento regionale''.
Nell'attesa,
sui tempi che stringono concorda pure Cuffaro, che a
Direzione nazionale iniziata, lo invita a colazione nei
pressi del Palazzo delle Confcooperative, dove si tiene
l'assise centrista.
E in un bar con in bella vista torte a
forma di cuore ('Ti amo' e 'Te quiero' le scritte piu'
gettonate per chi festeggia San Valentino) gli parla fitto e
a lungo, accompagnato dal coordinatore regionale in Sicilia,
Saverio Romano, che ha rinunciato ad ogni velleita' per
appoggiare quella di Lombardo.
Ma quest'ultimo prende tempo, chiede ''calma'' e attende.
Tanto da spingere Casini, a Direzione nazionale ormai
conclusa, a convocare Cuffaro ai piani alti per discutere
della questione.
A colloquio concluso, durato oltre mezz'ora,
l'ex governatore ribadisce che ''l'Udc appoggia'' Lombardo,
che ''correra' con il suo simbolo e con il nostro''.
Insomma,
sembra fatta sull'accordo.
Ma intanto, Casini prende il
cappotto e saluta tutti: ''Vado a casa, oggi e' San
Valentino''.
vlm/leo