NOMINE: BRUNETTA, E' TARDI PER PROPOSTE BIPARTISAN
La nutrita ondata in nomine nelle
afferma Renato Brunetta in una intervista all'Espresso he
sara' domani in edicola.
''Ma quali nomine pubbliche bipartisan? Romano Prodi se le
puo' scordare.
E' stato sfiduciato dal Parlamento; adesso e'
solo un presidente per gli affari correnti: faccia dunque il
passacarte e basta.
Non vogliamo creare un precedente, ne'
dare soddisfazione a un governo balordo che soltanto oggi
scopre il metodo bipartisan.
Le nomine le fara' il prossimo
esecutivo.
E cioe' il nostro'', afferma l'economista di
fiducia di Silvio Berlusconi e vicecoordinatore del partito.
Alle parole di Prodi per una operazione bipartisan per le
nomine di Eni, Enel, Finmeccanica e Terna, Brunetta replica
che ''un governo sfiduciato non puo' fare nessuna nomina che
implichi una scelta politica.
Sarebbe costituzionalmente
scorretto.
E non puo' neanche spendersi per il bipartisan,
che non e' un affare corrente''.
Sulle ipotesi di reazioni
negative dei mercati in caso di rinvio delle nomine,
l'economista rileva che Prodi agita i mercati
''pretestuosamente, nel tentativo di restare in un gioco che
pero' non ha piu' in mano.
Questo e' inaccettabile.
Non
glielo consentiremo.
La realta' e' che se alla vigilia delle
elezioni si decide di far slittare le nomine non succede
proprio niente.
Se non ci sono obblighi ineludibili, e in
questo caso non ne vedo proprio, la logica dice che bisogna
attendere il nuovo governo.
E non c'e' nessun articolo del
codice civile che la contraddica''.
Brunetta poi propone, approfittando del dibattito sulle
nomine, di stabilire nuove regole del gioco.
''Non si va da
nessuna parte se le maggioranze uscenti continuano ad
avvelenare i pozzi.
E se quelle entranti cancellano a
prescindere tutto cio' che e' stato fatto da chi c'era
prima.
Ci vuole un codice di comportamento che parta dal rinnovo dei
vertici delle aziende pubbliche per estendersi un po' a
tutto.
Perche' la nomina del presidente della Repubblica non
puo' uscire da una prova di forza.
E il discorso vale per le
riforme elettorali e le modifiche alla Costituzione.
Anche il
presidente dell'Eni, per fare un esempio, deve rappresentare
tutto il paese e non solo una parte''.
did/sam/rob