ABORTO: GIORDANO, NON PUO' ESSERE TENUTO FUORI DA CAMPAGNA ELETTORALE
''La grande bugia che in questi
terapeutico di Napoli - ndr)''.
Lo scrive Franco Giordano,
segretario del Prc, in un editoriale su 'Liberazione' di
domani, sottolineando che ''i leader di questi due partiti
concordano sulla opportunita' di 'tener fuori' tanto spinosi
argomenti dalla campagna elettorale.
Attengono, si dice, a
una sfera intima e privata.
Riguardano i principi etici del
singolo individuo: bon ton impone di non confonderli con la
politica o, peggio, con la campagna elettorale.
E di cosa
dovrebbe parlare la politica? Solo della sua insensata
separatezza? Dell'autoriproduzione di se'? No''.
''L'autodeterminazione delle donne, i diritti dei gay, le
unioni civili, la bioetica rappresentano oggi - continua
Giordano - uno dei principali fronti di uno scontro che e'
tanto politico quanto culturale e sociale''.
''Non si tratta,
e anche questo va detto chiaramente - prosegue -, di una
bugia innocente.
Il leader del Pd sa perfettamente che nel
suo partito, e a maggior ragione tra i suoi potenziali
elettori, la genuflessione alle imposizioni della componente
cattolica piu' integralista non sarebbe accettata
facilmente.
Non se ne deve parlare, soprattutto in campagna elettorale,
perche' la contraddizione e' troppo forte e perche' la
leadership del Pd sa di non poterla in alcun modo risolvere.
Dunque va nascosta.
La leggenda del partito finalmente coeso,
serrato intorno a una linea univoca, crollerebbe come un
castello di carte ove dovessero confrontarsi alla luce del
sole le posizioni della senatrice Binetti e quelle della sua
capogruppo Anna Finocchiaro, o della ministra Pollastrini''.
''Credo che un ragionamento identico - scrive ancora
Giordano - muova anche il leader della destra.
Persino tra
gli elettori di Forza Italia o di An, soprattutto ma non solo
tra le donne, c'e' chi non accetterebbe supinamente di veder
negati i propri diritti, cancellate le conquiste degli ultimi
trent'anni.
Il nostro paese, su questi temi, e' piu' avanti
della sua rappresentanza politica.
Per fortuna.
E' anche per
questo, per la paura di confrontarsi con il paese reale, che
nessuno osa mettere apertamente in discussione la legge 194.
La manovra che si sta dispiegando giorno dopo giorno,
inesorabilmente, e' piu' sottile.
Non mira a vietare bensi' a
criminalizzare, a cambiare il contesto culturale Non nega il
diritto all'autodeterminazione delle donne, pero' lo
trasforma sapientemente in colpa e in vergogna in nome di un
mai sopito impulso al controllo dei corpi, dei sentimenti,
degli affetti.
Punta a renderlo impraticabile senza doverlo
proibire ufficialmente.
E' una strategia minacciosa alla
quale compartecipano, sia pure per ragioni diverse, tanto la
destra quanto il centro.
Per questo riaffermare che la scelta
sulla procreazione e' un diritto inalienabile delle donne,
uno di quelli 'senza se e senza ma', senza colpa ne'
vergogna, non e' affatto sintomo di ruvido e rozzo laicismo:
e' il minimo indispensabile''.
''Si confrontano oggi - afferma quindi Giordano - due
concezioni radicalmente antitetiche: la difesa della Vita,
nella sua altisonante astrazione, contro quella delle vite,
nella loro materialita' concreta.
Nessuno obbliga qualcuno a
fare scelte che sente eticamente diverse dalle proprie
convinzioni, ma non si puo' mai invocare un malinteso
principio etico per negare, con la norma,
l'autodeterminazione dei soggetti.
E' il fondamento del
principio della laicita' costituzionale.
E in tante occasioni
abbiamo visto immensa ipocrisia nel rivendicare la sacralita'
di principi che si dissolvono pero' di fronte alla soglia del
mercato.
Come sulle tante proibizioni della legge sulla
fecondazione assistita, che lascia la possibilita' di
esaudire il desiderio di genitorialita' solo a chi ha le
risorse finanziarie per garantirselo all'estero, magari
nella cattolicissima Spagna.
E' un pendolo davvero disinvolto
tra il sacro e il profano, tra l'etica e il mercato.
Anche
per queste ragioni - conclude Giordano - e' nata la Sinistra
Arcobaleno.
Per restituire alla politica la sua materialita',
per renderla di nuovo carne e sangue invece che slogan e
ideologia.
Per riportare in testa a ogni agenda le esigenze
reali delle donne e degli uomini, le loro sofferenze, le loro
necessita'.
E questo non e' un argomento politico tra tanti.
E', per me, l'essenza stessa della politica''.
red-leo/leo/ss