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VOTO/ECONOMIA: ECCO QUANTO COSTANO LE MISURE DEL PDL

Qualunque fosse stato l'esito del sarebbe comunque caratterizzata sul versante della politica economica, dove peraltro i due schieramenti maggiori hanno molto puntato durante la campagna elettorale.
Con la vittoria della Pdl le maggiori attese sono riposte sull'abolizione dell'Ici sulla prima casa, un intervento che dovrebbe costare circa 1,6-2 miliardi di euro e sulla riduzione dell'aliquota massima dell'Irpef al 33%: una manovra che anche se graduale costera' circa 20 miliardi.
Il Pdl, almeno nelle promesse elettorali, intende inoltre detassare gli straordinari (costo 1,5-2,3 mld) e le tredicesime (7-8 mld).
Poi ha in mente di introdurre il quoziente familiare (5-6 miliardi), un'aliquota secca del 20% sugli affitti (2 miliardi), ridurre l'Iva sul turismo (3-4 mld), abolire le tasse sulle successioni e le donazioni (250-300 milioni), detassare gli utili reinvestiti in ricerca (1 mld), ridurre l'Iva sul latte e sugli alimenti per l'infanzia (100-150 mln).
Tra le ipotesi anche la progressiva abolizione dell'Irap (5-6 mld solo nel 2008) ed il pagamento dell'Iva per cassa (un'una tantum di 20 mld). Il Pdl intende inoltre mantenere la promessa di realizzare il ponte sullo stretto (6-8 mld), la Tav Lione-Torino-Trieste (20-25 mld) e la Pedemontana lombarda e veneta (6 mld).
In programma anche un piano casa per 20-25 mld, un bonus bebe' da 500-1 mld e libri gratis fino a 18 anni per i non abbienti (300 mln).
Possibile anche, ma solo a meta' legislatura, l'abolizione del bollo auto che dovrebbe costare sui 4 miliardi di euro.
Sul fronte del lavoro, il Pdl ha promesso un incremento dei controlli ai fini della sicurezza, l'attuazione della legge Biagi per incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro e la riforma degli ammortizzatori sociali. rf/sam/bra