ELEZIONI: ED E' BERLUSCONI IV SENZA APPELLO (IL PUNTO)
La temuta instabilita' politica non
elettori.
I risultati del Senato, con la prevalenza della coalizione
Pdl-Ln-Mpa, anche in regioni che si volevano assegnate al
centrosinistra (Abruzzo, Sardegna, Liguria, Calabria,
Campania, Lazio), hanno fatto giustizia di quanti si
aspettavano una edizione di governo delle larghe intese.
A
rimanere ancorate al Pd ad al suo alleato Idv (Svp in
Trentino-Altoadige), rimangono solo Umbria, Toscana, Marche,
Emilia Romagna, Trentino-Altoadige, Basilicata e Molise.
Il panorama politico appare desertificato a sinistra, dove
il Pd ha cannibalizzato le forze ambientaliste e di sinistra
radicale, che addirittura non entrano in Parlamento, essendo,
al momento, assai lontane dalla soglia di sbarramento del
4%.
Un successo rotondo quello del centrodestra e di
Berlusconi che si appresta a formare il suo quarto governo.
Unico a salvarsi, in questo panorama, e' Pierferdinando
Casini con la sua Udc che, grazie al risultato siciliano di
Cuffaro, entra anche al Senato.
Tocchera' all'ex presidente
della Camera tenere vivo il pluralismo della presenza
politica nelle aule parlamentari.
Anche alla Camera, le proiezioni prospettano un distacco
intorno all'8% tra i due schieramenti, a vantaggio del
centrodestra.
Dunque non e' storia: dopo la sconfitta
inflitta due anni or sono da Prodi al suo avversario, il
Cavaliere di Arcore torna in sella, complici le elezioni
anticipate.
Gas/mcc/ss