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PDL: CONFERME E NEW ENTRY,LA 'PORTA GIREVOLE' DEL TOTOMINISTRI(IL PUNTO)

Tizio potrebbe andare agli Esteri, se elezioni, cresce la frenesia del totoministri.
E nel Pdl, che oggi ha visto riuniti tutti (o quasi) i suoi candidati, capitanati da Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, e' tempo di ''porta girevole'', metafora tanto cara a Giulia Bongiorno.
La responsabile giustizia di Alleanza nazionale, in predicato di entrare nella squadra di governo - magari a via Arenula come viceministro di Franco Frattini, secondo le 'ultimissime' dei soliti bene informati di Palazzo -, sa essere scaramantica: ''Il mio nome nel totoministri? Ogni giorno ci sono dieci ministri che entrano, ma anche dieci che escono - sottolinea sorridendo la penalista palermitana -. Insomma, e' una sorta di porta girevole''.
E' proprio cosi': ogni giorno spunta fuori una nuova formazione, ma per il momento poche le certezze.
Si sa che saranno 12 i dicasteri pesanti, secondo la norma della finanziaria, fatta propria dal Cavaliere, e 3 quelli senza portafogli (si parla di Affari regionali, Rapporti con il Parlamento e Politiche comunitarie).
Quindici posti, dunque, senza contare pero' le cariche di viceministri e sottosegretari.
Forse pochi, per accontentare tutti, anche se, a onor del vero, per adesso non si prevedono scintille. Due i ministeri che dovrebbero andare alla Lega: Roberto Maroni, che sembra in pole position per riprendersi il Welfare, nonostante la concorrenza, si dice, di Stefania Prestigiacomo e Maurizio Sacconi, dovrebbe essere affiancato al Cdm di nuovo da Roberto Calderoli.
Per il resto, la questione e' tutta tra Forza Italia e Alleanza nazionale. Tornando ai nomi, Giulio Tremonti ministro dell'Economia e' ormai un dato certo.
Parola di Berlusconi, che ha fugato ogni dubbio sull'ipotesi che Tremonti potesse andare alla Farnesina.
Agli Esteri, infatti, dovrebbe ritornare Fini, liberando la casella della presidenza della Camera.
Una carica che potrebbe andrebbe, in quel caso, ad un esponente dell'opposizione, targando invece Pdl lo scranno piu' importante di Palazzo Madama.
Un modo per evitare magari brutte soprese in caso di maggioranza risicata al Senato. Tremonti a parte, Berlusconi caldeggerebbe a piu' riprese il lavoro fatto in passato da Lucio Stanca all'Innovazione tecnologica, auspicando che ci sia una continuita'.
Il diretto interessato, presente oggi all'Auditorium della Tecnica insieme al resto dei futuri deputati e senatori del Popolo della Liberta', sembra sicuro del fatto suo: ''So che Berlusconi lo ripete sempre, anche in pubblico.
Mi fa piacere.
Spero quindi di poter proseguire il mio lavoro per riorganizzare la pubblica amministrazione e migliorare l'efficienza della Stato''.
Nel segno della continuita' sembra andare anche il versante Infrastrutture. Pietro Lunardi non si nasconde: ''Io di nuovo ministro? Posso dire che sarebbe opportuno continuare con i lavori intrapresi nel nostro precedente governo.
Insomma, dobbiamo riprendere a spingere su Alta velocita' e Ponte sullo Stretto, riavviando i contratti annullati''. Pronto a rispondere all'eventuale chiamata, la new entry Roberto Speciale.
L'ex comandanate generale della Guardia di Finanza, infatti, non si sbilancia su un suo possibile incarico nell'esecutivo.
Ma di una cosa e' certo: ''Metto a disposizione della causa la mia competenza in materia di sicurezza e difesa''.
Ma e' proprio sul versante Difesa che il generale avrebbe un osso duro da superare: Ignazio La Russa, capogruppo di An alla Camera, che in molti pronosticano successore di Arturo Parisi, in caso di prevalenza del centrodestra.
Nuova ipotesi fantasiosa? Puo' darsi.
Ad ogni modo, il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli, dice di non saperne nulla, e non solo dell'ipotesi La Russa.
''Guardi, ho partecipato a numerose riunioni importanti in queste settimane, tutte incentrate su liste e candidati - spiega al cronista che lo interroga a riguardo, prima di fare il suo ingresso all'Auditorium di Confindustria -.
Le garantisco che non ho mai sentito parlare di nomi di ministri''. Insomma, forse ha ragione il Cavaliere: ''Sono tutte fantasie''.
E se Stefania Prestigiacomo si limita a riconoscere che ''non e' una novita''' che il suo nome figuri di continuo nel toto-ministri, secondo i rumours parlamentari la deputata siracusana e' in lizza, insieme alla collega salernitana Mara Carfagna, per Famiglia o Pari opportunita'. Nessuna delle due, pero', proviene dal Nord Est.
Zona geografica certa, stando alle rassicurazioni di Berlusconi, di aver dato i natali a un futuro ministro. vlm/mcc/lv