SPAZIO: OSS.ROMANO,PER ASTRONOMO VATICANO C'E' 'FRATELLO EXTRATERRESTRE'
L'esistenza di un
creatrice di Dio'': a dirlo, in un'intervista all'Osservatore
Romano, il quotidiano della Santa Sede, e' il direttore della
Specola Vaticana, il gesuita p.
Jose' Funes.
L'universo,
secondo il prete-astronomo, e' ''cosi' grande'' che non si
puo' nemmeno escludere la possibilita' che gli alieni siano
piu' evoluti di noi.
L'unico dato certo, dal punto di vista della fede, e' che
''Gesu' si e' incarnato una volta per tutte'' e che
''l'incarnazione e' un evento unico e irripetibile''.
Ma,
secondo p.
Funes, ''anche loro, in qualche modo, avrebbero la
possibilita' di godere della misericordia di Dio, cosi' come
e' stato per noi uomini''.
''Prendiamo in prestito l'immagine evangelica della pecora
smarrita - spiega l'astronomo gesuita -.
Il pastore lascia le
novantanove nell'ovile per andare a cercare quella che si e'
persa.
Noi che apparteniamo al genere umano potremmo essere
proprio la pecora smarrita, i peccatori che hanno bisogno del
pastore.
Cosi', se anche esistessero altri esseri
intelligenti, non e' detto che essi debbano aver bisogno
della redenzione.
Potrebbero essere rimasti nell'amicizia
piena con il loro Creatore''.
Per il gesuita, ''dall'osservazione delle stelle e delle
galassie emerge un chiaro processo evolutivo.
Questo e' un
dato scientifico''.
Ma tra le teorie di Darwin e la fede in
Dio non c'e' alcune contraddizione'': ''Ci sono delle verita'
fondamentali che comunque non mutano - spiega -: Dio e' il
creatore, c'e' un senso alla creazione, noi non siamo figli
del caso''.
Certo, aggiunge, anche se ''la Chiesa non deve
temere la scienza e le sue scoperte'', in passato, come ai
tempi di Galileo, ci sono stati ''conflitti'' e ''malintesi''
e nel riconoscere i suoi sbagli, la Chiesa ''forse poteva
fare di meglio''.
''Ma ora - conclude - e' il momento di guarire queste
ferite.
E cio' si puo' realizzare in un contesto di dialogo
sereno, di collaborazione.
La gente ha bisogno che scienza e
fede si aiutino a vicenda, pur senza tradire la chiarezza e
l'onesta' delle rispettive posizioni''.
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