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INDAGINI ILLECITE: CARABINIERI ARRESTANO 17 PERSONE A ROMA

Questa mattina, a conclusione custodia cautelare a carico di 17 persone ritenute responsabili di associazione per delinquere, corruzione, intralcio alla giustizia, falsa testimonianza, rivelazione aggravata di segreto d'ufficio, accesso abusivo al sistema informatico, illecite interferenze nella vita privata con intercettazioni abusive, violazione del Codice della privacy e violazione dello Statuto dei lavoratori.
L'ordinanza era firmata dal gip di Roma, Marco Patarnello, su richiesta del Pm Pietro Saviotti.
L'indagine era partita un anno fa, quasi casualmente, dalla scoperta di un semplice cittadino di una microspia all'interno della sua autovettura.
Da questa scoperta i carabinieri sono riusciti a rintracciare una rete che coinvolge a vario titolo circa 60 persone, tutte impegnate in ''investigazioni parallele'' illegali.
Le inchieste abusive andavano dall'accertamento dell'infedelta' coniugale all'acquisizione di informazioni di carattere professionale, all''organizzazione di false perizie o false testimonianze da utilizzre per procedimenti penali o civili. Tra gli arrestati ci sono 9 investigatori privati, 4 tecnici esperti di intercettazioni, 3 appartenenti alle forze dell'ordine e 1 funzionario dell'Agenzia delle Entrate.
8 di loro sono indagati per associazione a delinquere.
Le agenzie illegali gravitavano quasi tutte attorno a Roma, anche se alcune avevano sedi in Abruzzo, Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna.
L'investigazione ha riguardato principalmente l'agenzia Professional Detective, operante in Abruzzo ma con sede operativa a Roma e la Alpha Security di Roma.
A vario titolo sono coinvolte la Romapool, la S.i.a. Investigazioni, la Iride Servizi per la sicurezza, la Bruno Bianchi di Torino, la Mi6 Sicurezza e investigazioni.
Nel presentare i risultati dell'inchiesta in una conferenza stampa il Pm Saviotti ha definito tranquillizzante ma allo stesso tempo allarmante il fatto che nell'inchiesta non siano coinvolti personaggi pubblici: ''Questo dato dimostra che qualunque cittadino puo' essere esposto a ricatto ed essere condizionato nella risoluzione di controversie civili e penali''. red/rf/ss