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IMMIGRATI: ACLI, NON DEMONIZZARLI COME UNICI RESPONSABILI INSICUREZZA

Le Associazioni cristiane dei Governo si preparerebbe a varare.
''I reati commessi da cittadini stranieri vanno certamente perseguiti - afferma il presidente delle Acli Andrea Olivero - ma non vanno demonizzati gli stranieri presenti sul territorio, come se fossero gli unici responsabili di una percezione di insicurezza che sembra ormai pervadere i cittadini italiani e gli stessi immigrati''.
Non servono, secondo le Acli ''proclami e annunci che criminalizzano indistintamente una realta''', come l'ipotesi del ricorso all'esercito, ma ''politiche certe ed efficaci di sicurezza, destinate tuttavia ad essere inefficaci se non affiancate da seri interventi di riqualificazione urbana, di mediazione, di accompagnamento''.
Viene giudicata ''buona'' la logica dei patti territoriali, ma non limitati alla questione dell'ordine pubblico: ''Costruiamo invece dei tavoli locali sulla sicurezza e l'integrazione.
Per costruire una societa' sicura, infatti, servono iniziative che incidano sulla qualita' della vita delle persone, italiani e stranieri, che si sviluppa nei vari spazi di socializzazione: la scuola, il quartiere, il lavoro, il tempo libero''. ''Assolutamente contrarie'' le Acli all'introduzione del reato di immigrazione clandestina, una ''misura demagogica - la definisce Olivero - tanto inutile quanto pericolosa per le ricadute sul piano sociale e culturale.
Come e' possibile mettere insieme senza distinzioni il disagio e spesso la disperazione delle persone che lasciano le proprie case e i propri affetti con le attivita' illecite e criminali di chi sfrutta il fenomeno migratorio? Perche' non introdurre, a questo punto, il reato di poverta'?''.
Si', invece, all'emersione dei lavoratori immigrati irregolari.
res-rg/cam/alf