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BERLUSCONI: PDL, DIALOGO E CONCRETEZZA - CHE DIFFERENZA DA 7 ANNI FA...


Il Pdl plaude. Plaude alla della Terza Repubblica'' che sta tutta ''negli applausi condivisi e, per la prima volta nel rispetto e nel silenzio dell'opposizione'', come osserva il fedele segretario della Dca, Gianfranco Rotondi.
E plaude, come fa il capogruppo alla Camera del Carroccio, Roberto Cota, che sintetizza efficacemente con un'osservazione: ''Sette anni fa Berlusconi non avrebbe parlato cosi'''.
Segno che ''i tempi sono cambiati'' e che forse, ''questa e' la volta buona''.
Ovvio per le riforme in senso federalistico, ma non solo. Che il discorso del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla Camera per illustrare il programma di governo in vista del voto di fiducia, raccolga consensi dai rappresentati del Pdl non desta sorpresa.
Ma l'adesione compatta e l'apprezzamento senza venature testimoniano una condivisione che aspetta soltanto di essere messa alla prova dei fatti. Per il momento la formazione appare tetragona.
''Il discorso di Berlusconi e' in sintonia con il clima di dialogo che si vuole costruire'' sottolinea il presidente del Senato, Renato Schifani, 'azzurro' di ferro.
''Ottima l'apertura di dialogo con l'opposizione'' anche per il ministro aennino delle Infrastrutture, Altero Matteoli, che riconosce nella ''concretezza'' dello speach del presidente un orizzonte assai piu' ampio delle sole riforme istituzionali, che tende ad allargarsi verso i fronti di tutte quelle ''misure che bisognera' approvare per far crescere l'economia del Paese, che tra le priorita' e' certamente la piu' importante''. Il coordinatore delle segreterie dalla Lega Nord e ministro alla Semplificazione, Roberto Calderoli, non si pone soverchi problemi; va dritto al sodo e tiene i piedi ben saldi a terra.
Berlusconi si presenta in versione edulcorata? ''Per me non e' mai stato cattivo''. Regole condivise? ''Dopo la stagione degli scontri, dei nulla di fatto c'e' la necessita' di scrivere regole comuni, e questo va fatto insieme''.
E' insomma avviata l'era della pacificazione? ''Tra 4 anni potremo anche riprenderci a cazzotti, ma ora c'e' il problema delle regole comuni.
Da fare insieme''. La mano, dunque, e' stata tesa.
Da Berlusconi e' giunto un ''discorso chiaro, carico di fiducia per un lavoro sereno e costruttivo con l'opposizione per il bene del Paese'', come sottolinea il capogruppo al Senato Pdl, l'aennino Maurizio Gasparri, che non manca di aggiungere l'auspicio che '' il sentito appello alla responsabilita' sia accolto da tutti''. Chi ha orecchie per intendere, intenda. E giusto per non lasciare dubbi, e' il suo omologo alla Camera, l'azzurro Fabrizio Cicchitto, che aggiunge: ''Anche le critiche aiutano a fare chiarezza''.
Il riferimento in questo caso e' al leader Idv, Antonio Di Pietro.
''Se lui ha risposto negativamente alla possibilita' di dialogo non fa che chiarire la situazione'' osserva. Diversa e' la posizione del Pd, che sembra aver compreso che quella proposta dal Berlusconi - continua ancora Cicchitto - non e' ''alcuna operazione consociativista'', ma solo la constatazione che ''un dialogo con l'opposizioone e' necessario.
Senza demonizzare l'avversario''.
Ben venga dunque anche il governo ombra, che ''e' un fatto positivo perche' rendera' piu' facile il confronto, laddove ci sono responsabilita' precise sulle diverse materie''. ''Con il discorso di oggi Silvio Berlusconi si e' presentato al Paese ed al Parlamento con un taglio nuovo, positivo e concreto - sintetizza per tutti Italo Bocchino, presidente vicario dei deputati Pdl, di matrice An - superando vecchi schematismi, facili appelli al miracolo e utopici progetti''.
La linea, insomma, e' chiara. njb/leo/cam/bra