BERLUSCONI: NESSUN MIRACOLO MA SONO OTTIMISTA SU RILANCIO DELL'ITALIA
L'Italia non ha tempo da perdere.
Camera le linee programmatiche del suo governo con un
intervento dove spiccano l'apertura al dialogo con
l'opposizione e l'indicazione chiara che la gente vuole una
politica ''capace di migliorare le cose al posto della
demagogia del chiacchiericcio''.
Sui temi economici, il premier conferma gli impegni
annunciati nel corso della campagna elettorale e ricorda che
''noi non abbiamo promesso miracoli, ma intendiamo realizzare
piccole e grandi cose''.
Davanti ai deputati, Berlusconi
svolge un intervento snello e non corposo, dove si sofferma
sulla filosofia e l'approccio dell'azione dell'esecutivo
piuttosto che entrare in modo dettagliato sui singoli
capitoli del programma.
Il nuovo governo e' atteso da impegni importanti
soprattutto per mettere il paese sul sentiero della crescita.
''Il lavoro che ci aspetta'' richiede una svolta ''dal
pessimismo paralizzante all'ottimismo della missione''.
Berlusconi indica quindi le priorita'.
Tra queste la
cancellazione definitiva della tassazione sulla casa, il
sostegno dei redditi attraverso la fiscalita' generale e la
detassazione degli straordinari.
Il premier insiste spesso
sull'urgenza che il paese torni a crescere e sottolinea che
la crescita non e' soltanto aumento del fatturato, ma e'
anche segno distintivo di civilta'.
In questo ambito il
premier indica la necessita' di arrivare a ''un federalismo
fiscale e solidale''.
Nelle indicazioni programmatiche il presidente del
Consiglio sottolinea inoltre la necessita' di tenere ''i
conti pubblici in ordine'' e procedere con una intensa lotta
all'evasione fiscale, ristabilendo pero' il concetto che ''le
tasse non sono belle in se' ma sono il corrispettivo che
viene dato allo Stato in cambio di servizi che per questo
devono essere efficienti''.
Calendario alla mano, tra le priorita' del nuovo esecutivo
c'e' il dossier Alitalia.
E' un imperativo.
''Dobbiamo
risolvere la crisi dell'Alitalia - afferma Berlusconi - senza
svendere e senza rinazionalizzare, chiedendo un contributo
decisivo alla finanza e alle imprese italiane che hanno tutto
da guadagnare e nulla da perdere da un sistema di trasporti
efficiente''.
did/leo/lv