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SINISTRA: PRC SI INTERROGA SU FUTURO - RESTANO DISTANZE VENDOLA-FERRERO

Ieri Fausto Bertinotti ha fatto la sua reintree' politica al Centro congressi di via Frentani a Roma dopo due mesi di silenzio, seguiti al disastroso esito delle elezioni per Sinistra-Arcobaleno.
Si e' presentato a una platea numerosa e attenta nella veste inedita di 'direttore' del bimestrale 'Alternative per il socialismo', la rivista da lui fondata oltre un anno fa.
Nella sua lunga e impietosa relazione sulle ''ragioni di una sconfitta'', l'ex presidente della Camera ha mantenuto la promessa di non occuparsi della contingenza politica.
Anche se poi nel dibattito il senatore Nicola La Torre, Pd, ha fatto una affermazione che non deve essere piaciuta a Walter Veltroni: ''La stagione dell'Unione non e' piu' riproponibile, la separazione consensuale era una esigenza tattica necessaria ma sarebbe un errore considerarla una scelta strategica Non e' indifferente l'esito del congresso del Prc sui futuri assetti della sinistra''.
Quello di La Torre e' stato l'unico riferimento al duello in corso tra le mozioni congressuali di Rifondazione che fanno riferimento a Paolo Ferrero, ex ministro della Solidarieta' sociale, e a Nichi Vendola, governatore della Puglia.
Quest'ultimo, in un breve intervento, ha evitato di parlare del congresso del Prc.
In sala, tra i firmatari della mozione anti-Vendola, c'era un attento Claudio Grassi che prendeva scrupolosamente appunti ma ha declinato l'invito a intervenire dalla tribuna, mentre l'ex deputato Maurizio Acerbo - attuale reggente di Rifondazione dopo le dimissioni del segretario Franco Giordano - e' arrivato in sala solo nell'ultima parte della riunione.
In questo modo, anche il luogo neutro di un incontro dedicato piu' all'analisi che al confronto politico immediato non e' servito a riannodare il confronto tra le mozioni alternative che si fronteggiano nel Prc, dove i primi dati congressuali danno le posizioni di Ferrero prevalere nel centro-nord e quelle di Vendola al sud con un testa a testa a Roma.
Ma e' troppo presto per dire chi vincera', dal momento che il congresso nazionale del partito e' fissato a Chianciano dal 24 al 27 luglio.
Ferrero, che ieri era impegnato in un'altra assemblea a Roma fortuitamente in contemporanea con quella che aveva per protagonista Bertinotti, piu' che sulle ragioni della sconfitta ha preferito interrogarsi su ''l'utilita' della sinistra nella societa'''.
E tra gli invitati al suo convegno c'era quel 'Partito del pomodoro' olandese che, buttandosi alle spalle antichi riferimenti ideologici, ha ottenuto il 16% dei consensi elettorali diventando il terzo partito dei Paesi Bassi.
''La falce e martello - argomenta Ferrero - da soli non servono a nulla, bisogna essere comunisti e intelligenti.
Bisogna fare come la Chiesa che, dopo la sconfitta nei referendum sul divorzio e sull'aborto e' ripartita dagli oratori, dal lavoro sociale e ha vinto il referendum sulla fecondazione assistita''.
Ferrero non ci sta a essere ingabbiato nel cliche' dei nostalgici della 'falce e martello': ''Non stiamo attraversando il deserto, perche' all'orizzonte non c'e' la Terra promessa, ma siamo in una giungla dove occorre combattere una guerra di movimento e sfuggire alle sabbie mobili.
La destra ha vinto non perche' gli operai stanno bene, ma perche' stanno male e la sinistra non ha saputo indicare proposte di cambiamento''.
Quanto ai rapporti con il partito di Veltroni, le sue parole non lasciano spazio a dubbi: ''Noi non saremo mai la sinistra del Pd, perche' siamo un'altra cosa''.
Vendola replica a queste argomentazioni sostenendo che il problema e' ''come rimettere in campo tutta la sinistra'' e non solo come rilanciare il Prc.
Da qui la proposta di una ''costituente della sinistra'' e dell'intensificazione dei rapporti unitari con Sinistra democratica, che Ferrero vorrebbe invece vincolare a una 'confederazione' per scongiurare il pericolo di un 'superamento' del Prc che possa implicare anche il suo scioglimento.
Nell'assemblea di Bertinotti, proprio Claudio Fava - nuovo coordinatore di Sinistra democratica - e il suo collega di movimento Alfiero Grandi hanno insistito su un punto: vanno bene iniziative e riunioni per capire le ragioni della sconfitta di Sinistra-Arcobaleno, ma occorre ascoltarsi e parlarsi di piu' tra le forze che si sentono piu' vicine.
Dal 27 al 29 giugno, a Chianciano, Sinistra democratica ha fissato la sua assemblea nazionale, l'equivalente di un congresso.
Ma per capire dove va la sinistra radicale bisognera' aspettare l'esito del congresso del Prc, fissato un mese dopo sempre a Chianciano.

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