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LAVORO: APPELLO IN DIFESA LEGGE CONTRO LICENZIAMENTI MASCHERATI

Un appello in difesa della legge contro i licenziamenti mascherati da dimissioni e che vieta le dimissioni in bianco, che fu approvata dal Parlamento nell'autunno dell'anno scorso.
A lanciarlo e' il gruppo di donne (politiche, sindacaliste, giornaliste e imprenditrici) che nell'aprile 2007 parteciparono alla tavola rotonda di presentazione della proposta che dopo pochi mesi divenne legge con il voto di tutti gli schieramenti: Titti Di Salvo (presidenza Sinistra democratica), Marisa Nicchi (direttivo Sinistra democratica), Morena Piccinini (segreteria confederale Cgil), Renata Polverini (segretario Generale UGL), Ritanna Armeni (giornalista), Giovanna Casadio (giornalista), Marilina Marcucci (imprenditrice).
L'appello nasce dopo che il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha avanzato l'ipotesi di superare l'obbligo di tenuta del libro matricola, o della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie.
Obiettivo di quella legge, ricorda l'appello, e' quello di neutralizzare la pratica molto diffusa di far sottoscrivere le dimissioni al lavoratore (ma soprattutto alle lavoratrici) in via preventiva al momento dell'assunzione.
Questo il testo dell'appello.
''La legge 188 del 17 ottobre 2007 e' una legge contro l'abuso di potere compiuto spesso nei confronti di giovani lavoratrici e lavoratori al momento dell'assunzione.
E' allora che capita che venga loro richiesto di firmare una lettere di dimissioni in bianco, cioe' senza data.
La data verra' messa successivamente, quando quella ragazza sara' incinta, o quel ragazzo avra' avuto un infortunio o una lunga malattia.
Che questa pratica sia diffusa e' confermato dai dati della Acli, dell'Isfol e da quelli degli uffici vertenze del sindacato.
Dai dati emerge anche la conferma che le piu' colpite sono le donne in gravidanza.
La ministra Prestigiacomo e la ministra Turco, nelle rispettive legislature hanno provato ad arginare il fenomeno con norme che si proponevano di accertare la veridicita' delle dimissioni volontarie avvenute intorno a una gravidanza o a un matrimonio.
Generosi tentativi che non prevenivano l'abuso di potere, davano solo una possibilita' che questi abusi venissero corretti ex post e in ogni caso per iniziativa di una denuncia della persona vittima dell'abuso.
La legge approvata nell'ottobre del 2007, al contrario, ha una funzione preventiva.
Le dimissioni volontarie devono essere date soltanto su moduli numerati progressivamente che avendo una scadenza non possono essere compilati prima del loro utilizzo.
Si tratta di una legge semplice ed efficace, priva di costi.
Quando l'abbiamo presentata, abbiamo cercato il consenso delle donne di tutto il centro sinistra e del centro destra.
Una apprezzamento che e' venuto e con esso il voto favorevole di tutto il Parlamento quando a luglio alla Camera e a ottobre al Senato la legge e' stata approvata.
Confindustria all'epoca non era d'accordo, con le stesse motivazioni che oggi ripete Sacconi che gia' allora in Senato provo' a bloccarla.
L'ossessione del ministro per questa legge dunque arriva da lontano.
Ma noi non staremo a guardare e gia' da oggi lanciamo un appello alle donne del sindacato, della politica, dell'informazione di costruire una grande iniziativa contro gli abusi di potere, per la dignita' del lavoro, per la liberta' delle donne.
Attendiamo le vostre firme per dare forza a questo appello nolicenziamentimascherati@gmail.com''.

Approfondimenti:
La Camera dei Deputati
Il sito CGIL
Governo
Info Matrimoni
Senato della Repubblica
Confindustria