INTERCETTAZIONI: ALFANO, DDL EQUILIBRATO CONTRO SISTEMA DEGENERATO
Il disegno di legge approvato oggi
dal governo sull'uso delle intercettazioni telefoniche
rappresenta l'intervento contro ''un sistema degenerato'' che
ha visto ''la privacy violata troppe volte''.
Un diritto,
quello alla privacy e alla riservatezza, che ''abbiamo
ritenuto andasse protetto.
Per questo abbiamo approvato un
testo equilibrato'' e ''coerente con le cose dette da Silvio
Berlusconi in campagna elettorale e le cose scritte nel
programma elettorale del Pdl''.
Non nasconde la sua
soddisfazione il ministro della Giustizia Angelino Alfano,
nel corso della conferenza stampa in cui ha illustrato - a
Palazzo Chigi, al termine del Consiglio dei Ministri - il
provvedimento approvato dal governo.
Il provvedimento prevede, fra l'altro: la durata massima
di tre mesi per l'intercettazione; la soglia di 10 anni di
pena oltre la quale e' prevista la intercettabilita';
rispetto al punto precedente, e' prevista una deroga per i
reati contro la Pubblica Amministrazione la cui pena non sia
inferiore nel massimo a 5 anni; sanzioni con previsione di
pena per chi divulga le intercettazioni in modo illecito e
una sanzione amministrativa per coloro che le pubblicano;
pena da 1 a 3 anni per il giornalista che pubblica
illecitamente le intercettazioni; introduzione di un organo
di valutazione collegiale per l'autorizzazione
all'intercettazione (tribunale e non singolo magistrato).
Detto questo Alfano chiarisce che le intercettazioni ''sono
sempre possibili'' per reati di mafia, di terrorismo e per
tutti quelli di forte allarme sociale.
Il ministro della Giustizia aggiunge che le nuove norme,
una volta terminato l'iter parlamentare, varranno solo ed
esclusivamente per il futuro e non per i procedimenti gia'
avviati.
Approfondimenti:
Il sito del Governo
Garante per la Privacy
Forza Italia
Il sito della DIA