INFLAZIONE: PER ECONOMISTI LIVELLO RESTERA' ELEVATO PER TUTTO 2008
L'inflazione in Italia restera' sui
livelli attuali fino alla fine dell'anno.
E' questo il parere
degli economisti secondo cui il rialzo del 3,6% a maggio
verra' mantenuto anche nei prossimi mesi a causa dell'elevato
livello dei prezzi delle materie prime.
''Sicuramente - spiega Marco Valli di Unicredit -
l'accelerazione dei prezzi e' alle spalle, ma il livello
raggiunto verra' mantenuto per tutto il 2008.
L'inflazione si manterra' cosi' relativamente stabile anche
nei prossimi mesi a causa della crescita di voci come
l'alimentare e l'energia''.
Un ''timido rientro - prosegue
Valli - potrebbe essere registrato a giugno, ma il livello
dell'inflazione non scendera' sotto la soglia del 3,5%.
Da
questo livello, comunque, nei prossimi mesi non si
rientrera'''.
Dello stesso avviso anche Giada Giani di Lehman Brothers
che ritiene ''i mesi estivi molto 'vivaci' per i prezzi al
consumo''.
Nei prossimi mesi, infatti - spiega la Giani -,
''l'inflazione restera' presumibilmente intorno ai livelli di
maggio, per poi scendere leggermente verso fine anno ed
attestarsi intorno al 3% nella media del 2008''.
Per
l'economista a condizionare l'andamento dei prezzi saranno
ancora ''le tariffe energetiche, alimentari e del gas'',
oltre al petrolio che - dice - ''sembra confermare il livello
massimo con il brent a 135 dollari al barile''.
Per questo le
aspettative sono per un ''rialzo dei beni finali di
consumo''.
Per il direttore del Centro Studi di CRF, Alessio Fontani
''il fenomeno dell'inflazione non e' congiunturale, ma
strutturale, per questo il salto attuale dei prezzi lo
ritroveremo sicuramente anche nei prossimi mesi''.
Secondo
Fontani, infatti, il rialzo dell'inflazione e' legato alla
''rigidita' dell'offerta dei prezzi delle materie prime e dei
semilavorati, come per il petrolio dove la domanda supera
l'offerta''.
Un fenomeno - spiega - ''non controllabile
nemmeno con una politica monetaria rigorosa o politiche
fiscali mirate ad allentare la domanda''.
Per l'economista,
quindi, ''il livello di maggio del 3,6% potrebbe non essere
considerato un picco massimo.
In Italia esiste una
difficolta' di controllo del comportamento di chi fissa i
prezzi''.
Approfondimenti:
Istat
Il sito Opec