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BUSH: IN VATICANO GRANDE CORDIALITA' MA NESSUNA PREGHIERA PUBBLICA

Certamente una visita che restera' alle cronache per il suo svolgimento poco protocollare e per il clima quasi di amicizia con il pontefice, quella del presidente degli Stati Uniti George Bush in Vaticano.
Ma quanti si aspettavano un segno, una preghiera pubblica davanti alla Grotta di Luordes fatta ricostruire nella splendida cornice dei giardini Vaticani e' rimasto deluso.
Preghiera non c'e' stata davanti ai cantores della Cappella Sistina, ma un momento di breve meditazione e di ascolto di musica sacra, si'.
E' durata quasi un'ora la settima visita di George Bush ad un romano pontefice, il quarto incontro con papa Ratzinger, tra ingentissime misure di sicurezza - imponenti intorno alla zona di San Pietro quanto discrete Oltretevere - e contraddistinta dal clima quasi familiare, da sorrisi e battute.
Il papa e' apparso evidentemente felice di poter incontrare nuovamente Bush, dopo l'intenso viaggio negli Stati Uniti dell'aprile scorso, ed ha ricambiato il suo ospite con un programma tutto particolare.
Innanzitutto il luogo fisico dell'incontro: non la tradizionale bibilioteca privata alla Seconda Loggia del palazzo Apostolico, ma la Torre di San Giovanni tra il verde ed i fiori dei giardini Vaticani.
Lo stesso scambio di doni, per entrambi foto autografate e da parte di Bush addirittura un album di immagini contenenti gli scatti dell'incontro alla Casa Bianca (dove si ebbe anche una breve preghiera privata della stanza ovale) hanno sugellato il clima di grande cordialita' di tutta la visita.
Un'ora in Vaticano, quella di Bush e della sua consorte signora Laura, puntellata di battute come quando il presidente rivolgendosi al papa gli ha fatto notare, additando proprio la signora Laura e l'ambasciatrice Usa presso la S.Sede, Mary Ann Glendon ''di essere circondato da donne di carattere e valore'' o quando lo stesso Bush ha chiesto al prefetto della Casa Pontificia, mons.
Harvey la grandezza dello Stato Vaticano.
Alla risposta che si trattava di una piccola entita' territoriale, ''comunque, piu' piccola del Texas'', Bush ha risposto rivolgendosi al papa: ''Ma certamente molto piu' importante''.
La comunanza di vedute tra il papa e il presidente Usa non e' poi mancata nel corso del colloquio privato nello studio della Torre di San Giovanni.
Una dichiarazione ufficiale della Santa Sede, seguita alla visita ha, infatti, sottolineato a piu' riprese sia ''il protocollo particolare'' dell'incontro, che la volonta' del papa ''di ricambiare la cordialita' dell'accoglienza ricevuta durante la recente visita negli Usa e alla casa Bianca''.
''Cordiale'' e' stato il termine usato dal Vaticano per descrivere il colloquio che non ha mancato di rimarcare nuovamente il comune impegno ''nella difesa dei valori morali fondamentali'' ma anche per la pace nel mondo (citati in particolare il Medio oriente, e la Terra Santa), per una giusta globalizzazione e per la lotta alla fame con la crisi alimentare in corso.
Una immagine che certamente rimarra' come sfondo della visita la passeggiata, fianco a fianco, di Benedetto XVI e di Bush, nei giardini Vaticani e, davanti alla Grotta di Lourdes, il comune ascolto dei cantores che hanno intonato musiche di Pierluigi da Palestrina e di Liberto.
Chi si aspettava qui una nuova preghiera comune ed in pubblico, e' rimasto deluso.
Forse, con le voci di una possibile conversione di Bush al cattolicesimo, e' stato questo l'ultimo atto di amicizia e di sensibilita' dimostrati dal papa per il suo ospite.

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