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SINISTRA: BERTINOTTI, GRANDI SPERANZE.
NO AD AMERICANIZZAZIONE POLITICA


Nessun trauma per la cancellazione di con la stampa, da parte di Fausto Bertinotti, affiancato da tutti i leader dei quattro partiti che sono confluiti nella nuova formazione unitaria (Prc, Pdci, Verdi e Sd). D - Come si sente con falce e martello che spariscono? BERTINOTTI - ''Mi sento benissimo, perche' falce e martello non va via: ognuno la porta con se', come tutti i grandi simboli della storia contemporanea.
Qui stiamo parlando di un simbolo elettorale e io credo che sia una cosa da salutare positivamente per tutti -anche per chi ama la falce e martello- che disponiamo di un nuovo simbolo per una nuova sinistra''. D - Quali speranze per questo nuovo corso? BERTINOTTI - ''Molte perche' io la vedo non semplicemente in termini elettorali, ma nel senso della nascita di un foza di sinistra unitaria e plurale per il futuro del Paese.
Se, come credo deve rimanere nell'agenda della politica, deve avere la grande ambizione di cambiare la societa', non semplicemente di governarla al meno peggio, deve puntare a cambiarla profondamente''. D - L'obiettivo della nuova formazione e' quello di arrivare alla doppia cifra nei risultati elettorali?. BERTINOTTI - ''On s'engage''.
(Ci proviamo, n.d.r.).
D - Questa e' una nuova avventura politica.
Quale l'obiettivo? BERTINOTTI - ''Fare rinascere una sinistra in Italia, investendo in una nuova sinistra unitaria plurale, coloratissima, fatta di uomini e di donne, che non si arrende a questa idea di un duopolio che cancellerebbe la sinistra in Italia.
Sinistra di cui il Paese ha bisogno perche' le domande di cambiamento sono davvero radicali.
Vanno dai giovani alle donne, ai lavoratori, a tanta precarieta' che c'e' nel paese...
No, non ci si puo' rassegnare all'idea che questa societa' va governata cosi' com'e'.
Questa societa' deve essere cambiata e per questo fare nacere una sinistra. Questo duopolio deve temerlo la societa' italiana perche' l'americanizzazione che si organizzerebbe intorno a due sole forze politiche non solo mortificherebbe tante altre forze, ma impedirebbe anche l'accesso alla politica delle domande di cambiamento.
E' per questo dunque che ci vuole una sinistra''. D - Oltre il simbolo si e' detto che ci sono tre elementi nuovi che caratterizzano questa sfida della sinistra. Quali? BERTINOTTI - ''Intanto l'unita' delle forze di sinistra che vengono da esperienze diverse, separate, e per la prima volta si mettono insieme.
La seconda e' quella di rispettare profondamente la storia del movimento operaio dell'ecologismo, del femminismo, del pacifismo, ma con l'ambizione di mettere tutto insieme in un progetto di societa'.
La terza e' quella di fondare la politica non sui sondaggi, ma sulla partecipazione''. D - Cambieranno i rapporti tra sinistra e Pd anche a livello locale? BERTINOTTI - ''Penso che si debba affondare nelle realta' locali le esigenze di governo delle citta'.
L'Italia, ricordiamolo, e' il Paese delle cento citta'.
Difendere l'autonomia non e' solo una questione istituzionale e' anche questione di anime delle citta', di un governo fondato sulle proprie storie''. D - E' possibile un'alleanza, un'intesa tra la Sinistra-Arcobaleno e il Partito Democratico dopo le elezioni, magari per il governo? BERTINOTTI - ''Intanto sarebbe auspicabile che perda Berlusconi e poi, comunque, il Pd dovrebbe modificare profondamente i propri orientamenti politici e mi pare che al momento questa non sia la tendenza.
Noi comunque lavoreremo da sinistra per contaminare il Partito Democratico''. min/cam/ss