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GOVERNO: PINZA, AL PALO NORME ONORABILITA' BANCHIERI E RIFORMA AUTHORITY

Molti provvedimenti sono giunti in Roberto Pinza, si dice ''rammaricato'' per altre misure che sono rimaste al palo.
Tra di esse la riforma delle Autorita' di settore, le norme piu' stringenti sull'onorabilita' dei banchieri ed anche la riforma dell'associazionismo e delle fondazioni non bancarie, progetto a cui hanno lavorato l'Economia, la Giustizia e il Lavoro e che in tempi brevi sarebbe stato portato in Consiglio dei Ministri. ''Quello che non e' stato fatto non puo' pero' oscurare gli obiettivi raggiunti - ha detto Pinza interpellato dall'Asca -.
Oggi il sistema finanziario italiano e' allineato a quello europeo''.
Pinza ha ricordato il recepimento delle direttive Ue: ''La Mifid, quella sull'opa e quella sulla trasparency''.
Inoltre e' stato varato il decreto correttivo della legge sul risparmio.
''Siamo riusciti nella missione di modernizzare il sistema finanziario''.
Ma certo, le altre misure rimaste ferme con la caduta del governo Prodi e lo scioglimento delle Camere, ''rientravano tutte in un disegno unitario per determinare la crescita del sistema finanziario''.
Stop, dunque, al riordino delle Authority secondo il principio della competenza (il ddl e' all'esame della Commissione affari costituzionali del Senato) ed anche al provvedimento sulla onorabilita' dei manager ai vertici degli istituti di credito, ''E' una materia complessa, giuridicamente e politicamente.
Dubito - ha detto il vice ministro - che il decreto possa giungere a conclusione''.
Il percorso era stato avviato con un documento messo a punto del Tesoro e in corso di consultazione tecnica. ''Mi dispiace molto non essere riusciti a portare in Consiglio dei Ministri il provvedimento per la riforma e la modernizzazione dell'e associazioni e delle fondazioni non bancarie.
Le norme attuali - spiega Pinza - risalgono al '42 ed oggi il settore e' cambiato notevolmente.
Sarebbe stato fondamentale dotare un mondo cosi' importante di una strumentalizzazione giuridica moderna''.
Resta incompiuto anche il ddl sul credito al consumo, attualmente in Commissione finanze alla Camera.
La questione potra' comunque essere ripresa nella prossima legislatura perche' nel frattempo e' stata varata la direttiva europea e quindi l'Italia dovra' adeguarsi.
Per il faticoso e lento iter della riforma delle banche popolari il vice ministro se la prende con il Parlamento.
''Credo siano stati fatti molti errori da parte di singoli parlamentari, dell'opposizione ma anche della maggioranza, che hanno frenato la buona volonta' del Presidente della Commissione finanze del Senato, Giorgio Benvenuto''.
Non dovrebbe subire rallentamenti, invece, il decreto ministeriale sui prodotto derivati acquistati dagli enti locali.
''L'ultima finanziaria ha attribuito un potere regolamentare al Tesoro sui derivati degli enti e su questo stiamo lavorando.
''Mi auguro - ha concluso Pinza - che tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo il decreto ministeriale possa essere emanato''.
Il provvedimento riguarda la trasparenza dei prodotti e la certificazione da parte degli enti locali sui rischi che incorrono acquistando quei prodotti. lsa/cam/rob