DIARIO ELETTORALE: PDL ANCHE AD AMMINISTRATIVE - SI FARA' ELECTION DAY
Da' il suo ''assenso'' all'election
elettorale in maniera quasi fortuita, dinanzi alle telecamere
di 'Porta a porta', seduto su una confortevole poltrona
bianca.
Anche se non perde l'occasione nel rimarcare il suo
rammarico per i disagi e la ''grande confusione'' che si
avranno il 13 e 14 aprile alle urne.
A causa dei differenti
sistemi elettorali tra elezioni politiche e amministrative,
innanzitutto, ma anche per il numero copioso di schede (5 ad
esempio a Roma) e le conseguenti difficolta' per ''piegare''
le ''lenzuolate''.
Sara', ma Silvio Berlusconi annuncia il suo dietrofront
(dopo giorni di ripetuti no al decreto che domani varera' il
Consiglio dei ministri) quasi sottovoce, con un inatteso
'pudore mediatico'.
Un modo per farlo 'pesare' forse ancora
di piu', visto che da ore, dopo il via libera nel pomeriggio
di Lega e An, sembrava inevitabile anche l'ok definitivo del
leader di centrodestra, sancendo cosi' la fine del 'tira e
molla' sull'election day.
Soprattutto dopo l'avvertimento
lanciato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento,
Vannino Chiti, che lunedi' sera rimarcava: la reponsabilita'
per l'enorme spreco di denaro (circa 600 milioni di euro) e
lo stop al regolare svolgimento dell'anno scolastico, per via
delle numerose interruzioni, si scarichera' tutta su chi si
opporra' tra le fila dell'opposizone.
Un rischio che nessuno,
nell'ex Cdl, si e' voluto assumere, per evitare ripercussioni
negative in vista della campagna elettorale.
E guarda caso,
anche l'Udc, inizialmente contraria all'accorpamento, alla
fine ha detto si'.
Ma per comprendere la motivazione politica che ha portato
il leader di Forza Italia a dare il suo ''assenso'', basta
attendere il prosieguo della trasmissione di Bruno Vespa.
Quando il Cavaliere, a fine puntata, con la stessa
disinvoltura di qualche minuto prima, annuncia che il Popolo
della liberta' correra' alle amministrative con il proprio
simbolo unico.
Il Pdl, quindi, come il Pd.
Una mossa che di
certo permette all'ex premier e a Gianfranco Fini di
smarcarsi dalle potenziali stoccate del centrosinistra in
campagna elettorale, per via della divisione che Forza Italia
e Alleanza nazionale si pensava avessero avuto a livello
locale.
In realta', se Berlusconi da una parte denuncia il rischio
''confusione'', dall'altra l'ha di certo limitata, almeno per
i suoi elettori.
Per coloro, insomma, che potranno sbarrare
il simbolo del Pdl in ogni scheda.
Come avverra', in maniera
speculare, per chi scegliera' il Partito democratico di
Walter Veltroni.
Una scelta che sembra azzeccata, con la
quale il Cavaliere 'concede' all'opinione pubblica il suo ok,
dopo aver constatato che il centrosinistra non avra' alcun
vantaggio reale dall'election day.
Incassando, tra l'altro,
l'apprezzamento generale per il suo ripensamento.
Il governo, quindi, domani varera' un decreto legge per
evitare il lungo commissariamento dei Comuni, stabilendo di
fatto l'anticipo delle consultazioni amministrative, previste
inizialmente tra il 15 aprile e il 15 giugno.
Dando il via
libera ad un successivo provvedimento del Viminale per
sancire il voto unificato di domenica 13 e lunedi' 14
aprile.
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