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ANDREATTA: PADOA-SCHIOPPA, TEMPI DIFFICILI.
SERVIREBBE PERSONA COME LUI


Quelli che viviamo sono tempi Padoa-Schioppa, ha concluso cosi' il suo intervento in occasione della commemorazione del grande politico ed economista a cui viene dedicato la sala del Cipe. ''Se c'era un motivo per cui, nelle passate settimane, ho sperato di 'durare' ancora qualche giorno nella funzione che svolgo - ha detto Padoa-Schioppa - era il forte desiderio che la cerimonia fissata per oggi si tenesse come stabilito, che potessi ricordare qui la sua persona e a mio modo ospitarla oggi''.
Il ministro ha ricordato ''i segni e le tracce'' lasciate da Beniamino Andreatta che fu ministro del Tesoro tra il 1980 e il 1982 e ministro del Bilancio durante il primo governo Cossiga, dall'agosto 1979 all'aprile 1980, e con il primo governo Amato, dal febbraio all'aprile 1993.
Il ''filo conduttore'' che unisce le numerose testimonianze lasciate da Andreatta e' ''l'arte di imprimere un nuovo corso alle cose senza ricorrere allo strumento legislativo''.
Nelle stanze di via XX Settembre egli ''ebbe la pazienza, l'umilta', la fantasia di interpretare il senso piu' alto del governare, cioe' di essere colui che imprime un indirizzo politico all'amministrare, di essere ministro''. Padoa-Schioppa ha concluso il suo intervento citando le parole che disse a lui, giovane funzionario, l'allora governatore della Banca d'Italia, Paolo Baffi.
''Mi disse Baffi: 'Vada da lui, lo conosca, vedra''.
Poi lo paragono' a Churchill per corpulenza, personalita', possibile destino. Disse Baffi: 'Andreatta, un uomo di genio.
Ma ci vogliono tempi calamitosi perche' un Paese si rivolga a lui'.
Signori, quei tempi l'Italia, ostinandosi a non vedere, li vive oggi. E noi, piu' che mai, vorremmo che Andreatta fosse qui'''. lsa/cam/rob