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SERBIA: UE, ORA STRINGERE PER INGRESSO IN EUROPA

Lavorare per dare Ratko Mladic, responsabili degli eccidi della guerra balcanica degli anni '90.
E' il proposito dell'Unione Europea, rafforzato oggi dalla netta vittoria del partito pro-europeista di Boris Tadic alle elezioni politiche anticipate.
Gia' ieri sera, la presidenza di turno slovena e il responsabile della politica estera Ue, Javier Solana avevano celebrato la ''chiara vittoria'' delle ''forze pro-europee'' del partito del presidente Tadic ed espresso la speranza di vedere il paese dotarsi presto di un nuovo governo.
Ugualmente soddisfatti e propositivi, il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner e il segretario di Stato transalpino agli Affari europei, Jean-Pierre Jouyet che hanno affermato oggi di voler ''lavorare per dare concretezza alle prospettive europee della Serbia''. L'Ue ha gia' in qualche modo 'aperto' alla Serbia, firmando nei giorni scorsi un accordo di associazione col paese, prima tappa verso l'adesione vera e propria.
Il testo dell'accordo pero' resta per ora lettera morta e non entrera' in vigore finche' Belgrado non ''colloborera' pienamente'' col Tribunale penale internazionale per l'ex Yugoslavia. Questa condizione, posta con forza da Belgio e Olanda, che tengono in modo particolare all'arresto del vecchio capo politico militare, Ratko Mladic, accusato del massacro di circa 8.000 musulmani nel 1995 a Srebrenica, 'enclave' allora sotto la protezione dei caschi blu olandesi.
''La condizione - sottolineano fonti diplomatiche Ue - resta.
Ma si spera che con un governo piu' europeista in Serbia, la cooperazione con il Tribunale penale internazionale migliori''.
Per le stesse fonti, ''potra' comunque risultare impossibile per i serbi liberare Mladic, visto che probabilmente non si trova piu' nel paese''.
Ad ogni modo, Bruxelles e' convinta che un atteggiamento piu' collaborativo di Belgrado nella ricerca dei due generali potrebbe essere gia' sufficiente per convincere i 27 paesi membri a ratificare l'accordo, per poi a un certo punto riconoscere alla Serbia lo status di 'candidato' all'ingresso nell'Unione.
Non prima di negoziati che, comunque, dureranno parecchi anni.
(Piu'Europa). val/mcc/lv