SCHIFANI: ANCHE DI PIETRO INSISTE, INFORMAZIONE OSCURATA
''E' proprio vero: la lingua batte
titola: ''Informazione oscurata'' e torna sul caso delle
accuse del giornalista Marco Travagli rivolte al presidente
del Senato, Renato Schifani, nel corso della trasmissione
''Che tempo fa'' di Fazio sulla Rai.
''Gli attacchi che sta subendo il giornalista Marco
Travaglio solo per aver raccontato la cronaca di fatti veri
ed accaduti e che riguardano nientemeno la seconda carica
dello Stato, il Presidente del Senato Schifani, dimostrano
che, come al solito, quando si tratta di difendere la Casta,
i vari esponenti di partito di destra e di sinistra fanno
quadrato e diventano un tutt'uno (come accadde ai tempi
dell'indulto)'' sottolinea l'ex ministro.
''Allora mi domando e domando - prosegue Di Pietro - : ma
un giornalista che rivela circostanze sconosciute alla
maggioranza dei cittadini adempie al proprio dovere di
cronaca e di critica o no? Se Schifani risulta essere stato
socio di persone di malaffare, allora il presidente del
Senato, proprio per l'alta carica che ricopre ne spieghi le
ragioni o contesti i fatti.
E' un suo dovere morale.
Ed
ancora mi domando e domando, questa volta ai tanti
benpensanti del Partito Democratico: ma sapete chi sono i
condannati per mafia Nino Mandala' e Benny D'Agostino? E
sapete cosa vuol dire essere stati soci con costoro ai tempi
d'oro della mafia, come lo fu Schifani? Ed allora, che male
c'e' se un giornalista indipendente pone delle domande
trasparenti ed altrettanto trasparentemente informa
l'opinione pubblica?''.
Di Pietro quindi conclude: ''Che senso ha attaccare
Travaglio per aver solo detto cio' che e' vero? Invece di
prendersela con lui non sarebbe meglio prendere spunto da
questo fatto per impostare una campagna di informazione
capillare e veritiera su chi sta al Parlamento, al governo o
nelle altre istituzioni controllate dalla politica? Oppure il
silenzio e' dovuto al fatto che anche tra le file del
centrosinistra ci sono alcune posizioni imbarazzanti per cui
e' meglio far finta di niente e schierarsi con l'avversario
nella speranza che un giorno il favore possa tornare?''.
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