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PAPA: NO AD OGNI FORMA DI ANTISEMITISMO

La speranza di una popolazione cristiana in Medio Oriente, la questione aperta dello status economico e fiscale delle istituzioni cattoliche in Terra Santa, ancora non risolte a quindici anni dallo stabilimento dei rapporti diplomatici tra Israele e Santa Sede: sono stati questi i principali temi trattati da papa Benedetto XVI nel ricevere le credenziali del nuovo ambasciatore di Gerusalemme, Mordecai Lewy. Dopo la gioia del popolo ebreo per la nascita, 60 anni fa, dello stato di Israele, il pontefice ha auspicato infatti un tempo di ''gioia ancora piu' grande quando una giusta pace risolvera' finalmente il conflitto con i palestinesi''. Quanto alla collaborazione tra Vaticano e Israele, c'e' la comune lotta ''contro ogni forma di discriminazione razziale'', accanto ad una cooperazione culturale, da rafforzare perche' ''Roma e Gerusalemme rappresentano una fonte di fede e saggezza di importanza fondamentale per la civilta' occidentale''.
''Le relazioni tra Israele e Santa Sede - ha proseguito - hanno una risonanza piu' profonda della mera dimensione giuridica delle nostre relazioni''. Il pontefice ha messo in evidenza la lunga tradizione di ''buone relazioni'' dei cristiani del Medio Oriente, tanto con gli ebrei che con i musulmani.
Per questo motivo e' ''allarmante'' l'emigrazione dei cristiani mediorientali: il pontefice invita il governo israeliano a ''continuare ad esplorare vie per mettere a frutto la buona volonta' dei cristiani, sia verso i discendenti naturali del popolo che per primo ha ascoltato la Parola di Dio, sia verso i nostri fratelli e sorelle musulmani, che per secoli hanno vissuto e pregato in quella terra che e' 'santa' per tutte e tre le tradizioni religiose''. A questo proposito, il pontefice, accanto alla condanna della violenza e di ''ogni forma di antisemitismo'', ha chiesto di non lasciar cadere il processo di pace rilanciato dalla conferenza di Annapolis. Aperto rimane pero' il capitolo degli accordi economici e fiscali e sulla difficolta' per i religiosi ad ottenere i visti , sui quali l'ambasciatori, malgrado i molti stalli del passato, ha assicurato l'impegno del governo israeliano ''per una positiva e rapida soluzione''. asp/mcc/alf