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PAPA: DA ONU A ROMA, UN'OFFENSIVA SU ABORTO E VALORI 'NON NEGOZIABILI'

Sara' una coincidenza a battere con insistenza sui temi ''della vita', ed in particolare sulla questione dell'aborto.
Certamente il pontefice ha in mente un quadro ben piu' ampio della piccola Italia: nel discorso pronunciato di fronte all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, lo scorso 18 aprile, papa Ratzinger aveva espresso la questione in termini universali, quando, nel quadro della difesa dei diritti ''naturali'' dell'uomo, affermava che la negazione del ''carattere sacro della vita'' derubava persona e famiglia ''della loro identita' naturale''. In Italia tuttavia la questione ha una risonanza particolare, alla luce delle recenti polemiche sul ''tagliando' di cui avrebbe bisogno la legge 194, dello scarso successo della lista pro-life di Giuliano Ferrara e delle accuse di ''irrilevanza' dei cattolici nel governo appena formato.
Cosi', sabato scorso, hanno avuto larga eco le parole di Benedetto XVI che, parlando per i 40 anni dall'enciclica ''Humanae Vitae'', con la quale papa Paolo VI, tra forti contrasti anche all'interno della Chiesa cattolica, disse no a contraccezione e aborto, aveva denunciato il rischio odierno di una sessualita' che diventa ''una droga'' che ''vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata''. Quello stesso giorno, parlando ai vescovi dell'Ungheria, il pontefice aveva nuovamente inserito l'aborto nel piu' generale quadro della secolarizzazione delle societa' occidentali: ''La prima realta' che purtroppo fa le spese della diffusa secolarizzazione e' la famiglia, che anche in Ungheria attraversa una grave crisi.
Ne sono sintomi la notevole diminuzione del numero dei matrimoni e l'impressionante aumento dei divorzi, molto spesso anche precoci.
Si moltiplicano le cosiddette 'coppie di fatto'''. ''Giustamente - aveva proseguito il pontefice allargando lo sguardo - voi avete criticato il pubblico riconoscimento delle unioni omosessuali, perche' contrario non solo all'insegnamento della Chiesa ma alla stessa Costituzione Ungherese.
Tale situazione, unita alla carenza di sussidi per le famiglie numerose, ha portato ad un drastico calo delle nascite, reso ancor piu' drammatico dalla diffusa pratica dell'aborto''. Infine, oggi, papa Ratzinger e' intervenuto direttamente sulla questione italiana: a trent'anni dall'approvazione della legge 194, ha affermato il pontefice di fronte ai rappresentanti del Movimento per la Vita, ''l'aver permesso di ricorrere all'interruzione della gravidanza, non solo non ha risolto i problemi che affliggono molte donne e non pochi nuclei familiari, ma ha aperto un'ulteriore ferita nelle nostre societa', gia' purtroppo gravate da profonde sofferenze''.
''Da quando in Italia e' stato legalizzato l'aborto'', ha aggiunto Benedetto XVI sottolineando come per la Chiesa l'aborto non sia lecito nemmeno in caso ''di gravidanze difficili'', ''ne e' derivato un minor rispetto per la persona umana, valore che sta alla base di ogni civile convivenza, al di la' della fede professata''.
asp/Gas/alf