CARCERI: GARANTE, VADEMECUM DETENUTI REBIBBIA SU MALATTIE PIU' DIFFUSE
Consentire ai detenuti della casa di
malattie piu' diffuse e piu' pericolose in carcere: Hiv,
Tubercolosi, Epatiti Virali e malattie psichiatriche.
Sono
questi gli scopi della Guida Informativa in Sei lingue
(italiano, arabo, spagnolo, romeno, francese e inglese),
intitolata ''Conoscere e Prevenire'', edita dal Garante dei
Diritti dei Detenuti del Lazio Angiolo Marroni, che lo stesso
garante ha consegnato ai detenuti di Rebibbia.
La guida - che
contiene anche un capitolo introduttivo intitolato
''Vademecum del Nuovo Giunto'' - e' stata redatta in
collaborazione con le Asl Rm B e Viterbo, con l'Ordine degli
Psicologi del Lazio, la SIMS.
Pe e l'Ospedale San Gallicano
di Roma.
L'opuscolo e' composto da quattro capitoli.
Il primo
e' un ''Vademecum del nuovo giunto'', gli altri tre sono
dedicati alla ''Malattia da Hiv in carcere'', alla
''Tubercolosi'' e alle ''Epatiti Virali''.
Per ognuna delle
malattie sono indicate le informazioni di base, come ci si
ammala, come si trasmette, come si manifesta, come si cura e
sacome si previene: infine, una indicazione sui Centri
specialistici cui rivolgersi.
Secondo i dati ufficiali in possesso del Garante, il 3,33%
dei detenuti delle carceri del Lazio ha il virus dell'Hiv.
Solo a Regina Coeli, Rebibbia e Civitavecchia, circa 3 mila
persone sono seguite dal reparto di malattie infettive
dell'Ospedale ''Spallanzani'' e di queste, il 6% ha l'Hiv.
La
maggior causa dell'infezione resta la tossicodipendenza.
Inoltre, un rapporto della Societa' Italiana di Medicina e
Sanita' penitenziaria (Simspe) ha evidenziato che, su un
campione di 1.300 detenuti su scala nazionale, piu' della
meta' della popolazione carceraria ha varie patologie.
Tra
queste oltre all'Hiv, la cifra piu' allarmante e' il 17% di
detenuti con patologie virali croniche fra cui l'epatite C.
''Al di la' del far conoscere piu' da vicino ai detenuti
queste malattie - ha detto il Garante Regionale dei Detenuti
Angiolo Marroni - questo vademecum serve anche a far capire
all'opinione pubblica che i reclusi non sono solo un problema
di sicurezza sociale, ma sono persone titolari di diritti,
come quello alla salute, che non perdono una volta entrati in
carcere ''.
res-rg/mcc/bra