AN: FINI LASCIA LA MISSIONE DI COSTRUIRE IL PDL DAL BASSO (ANALISI)
Gianfranco Fini da ieri non e' piu'
Camera.
Ma resta il leader del suo partito e la sua 'stella
polare'.
Lo ha affermato lui stesso, al termine della sua
relazione all'Assemblea nazionale, quando ha detto ''se
vorrete, continuero' a lavorare, sia pure in modo diverso,
ancora con voi'' e lo ha sottolineato Ignazio La Russa,
nominato reggente, che, accettando l'incarico, ha detto di
essere solo un ''primus inter pares perche' Fini resta il
nostro leader''.
Fini dunque la lasciato solo ufficialmente, ma continuera'
a consigliare la sua classe dirigente, ''non piu'
colonnelli'', sulla strada da seguire per giungere alla
creazione del Popolo della Liberta'.
Ed e' questa la missione
che ha indicato ad An.
Credere nella nuova formazione
politica, lavorare per farla nascere puntando soprattutto
sulla stesura di uno statuto e di regole certe.
Su questo si
e' soffermato a lungo, ribadendo che il Pdl non puo' nascere
come imposizione dall'alto, ma come partecipazione della
base, della periferia del partito.
An - Fini ha battuto molto su questo tasto - e' una
comunita' e una comunita' ha gli stessi valori di
riferimento, lo stesso modo di sentire la politica.
Ed e'
come comunita' che deve guardare al nuovo partito che e' il
proseguimento della strategia avviata a Fiuggi, con la svolta
del 1995, quando si decise di lasciare la ''casa del padre''
per avviarsi verso la costituzione di una nuova forza
nazionale, cattolica ed aperta alle istanze della societa'.
Allora - ha detto il presidente della Camera - e' stato
iniziato un cammino che, da posizioni quasi isolate, e'
giunto a conquistare larghe fette dell'elettorato ed a dare
la sua impronta al dibattito politico.
''Oggi possiamo dire -
ha aggiunto con orgoglio Fini - che abbiamo veramente vinto''
e che ''non siamo piu' figli di un dio minore''.
Quindi per An le tappe sono gia' scritte: congresso di
scioglimento entro la fine dell'anno o all'inizio del 2009 e
subito dopo congresso costituente del nuovo partito che deve
avvenire non attraverso una ''fusione a freddo'' come e'
stato per il Partito democratico, ma attraverso il
coinvolgimento di tutti e sulla base di un programma e di
valori condivisi.
E Fini ha incoraggitao i suoi a non aver paura di
affrontare la nuova sfida.
Le idee della destra, i suoi
programmi - ha sostenuto - sono ormai armi vincenti, come
dimostra la grande vittoria di Gianni Alemanno a Roma; una
vittoria che attesta anche che non occorre autocollocarsi al
centro per battere una sinistra sempre piu' elitaria e
boriosa, che non sa piu' interpretare la volonta' e le
richieste della gente.
Ora La Russa avra' il compito difficile di portare avanti
il progetto del Popolo della Liberta'.
Sara' affiancato da un
comitato di reggenza composto da Alemanno, Maurizio Gasparri,
Donato Lamorte, Altero Matteoli e Andrea Ronchi, nonche' da
un esecutivo allargato.
Ma soprattutto potra' contare sulla
presenza vigile di Fini.
leo/leo/lv