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INTERCETTAZIONI:TENAGLIA(PD), MIGLIORIAMO TESTO GIA' APPROVATO DA CAMERA

''Piu' che un refuso mi pare una marcia indietro dopo l'altola' del Quirinale.
La nostra posizione sulle intercettazioni e' chiara: utilizziamo il testo che a larga maggioranza era stato approvato alla Camera, miglioriamolo ma non tocchiamo lo strumento di indagine''.
Cosi' ha commentato la vicenda delle intercettazioni Lanfranco Tenaglia, ministro di Giustizia del governo ombra del Pd.
Sembra che il governo stia pensando di fare rientrare i reati di corruzione e concussione, qual e' il vostro giudizio? ''Basta con la politica degli annunci.
Ci facessero leggere un testo, cosi' lo possiamo studiare.
Teniamo conto che le indagini di corruzione sono quasi esclusivamente basate su intercettazioni telefoniche, senno' dovremmo prendere in flagranza chi prende la tangente! Mi sembra una cosa francamente abbastanza difficile.
Lo strumento per gravi reati e' quello dell'intercettazione.
Se si vuole fare sicurezza, in Italia anche questo serve''.
Quanto al limite della pena dei dieci anni, Tenaglia fa osservare che rimarrebbero fuori reati gravi come la corruzione e la truffa aggravata.
Comunque ''occorre vedere il testo perche' basta una piccola norma tecnica per cambiare tutto''.
E Tenaglia fa l'esempio dei due problemi sul tappeto.
quello dell'autorizzazione e quello della utilizzazione processuale dell'intercettazione.
In questo quadro si porrebbe ad esempio il caso di una intercettazione nell'ipotesi del reato di un certo tipo che poi si rivela di corruzione e in questo caso c'e' chi sostiene la non utilizzabilita': ''ecco perche' bisognera' valutare bene quello che verra' proposto''.

Approfondimenti:
Il Quirinale
Governo