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PD: NODO ALBO ISCRITTI A COMM.
STATUTO - BETTINI, NO RITORNO AL PASSATO


Il nodo della natura del 'partito Giornata dedicata ad una discussione generale che alla fine pero' dovra' dare un'indicazione al Comitato incaricato di redigere il testo di Statuto che dovra' essere poi sottoposto all'approvazione dell'assemblea costituente. Al centro del confronto resta la natura dell'Albo degli iscritti.
Questione solo apparentemente tecnica e bizantina perche' qui e' in gioco la natura del partito: se debba essere realmente 'nuovo' con una apertura alle primarie come strumento cardine e quindi con un'idea di partito non strutturato rigidamente per tessere (quindi chiuso ai soli tesserati) come avveniva nel passato.
L'alternativa e' invece una definizione chiusa dell'albo che fissa gli iscritti e quindi gli aventi diritto, magari organizzati in correnti, a votare per il segretario e gli altri organi. Posizioni che sono state formalizzate in due opposti emendamenti al testo base (su cui la Commissione dovra' scegliere).
Al testo base che che prevede l'adesione con la disponibilita' del cittadino-elettore ad essere inserito in un albo degli aderenti al Pd, l'emendamento a firma Ceccanti-Morando, propone di rimanere fedeli alle modalita' usate durante le primarie dello scorso 14 ottobre, con la possibilita' di assumere la qualifica di aderente proprio votando e pagando la quota minima prevista (oltre a dichiarare di condividere Statuto e programma del partito). Un altro emendamento a firma Cosulich e Zaccaria si aggiunge prevedendo la pubblicita' dell'Albo.
A questa impostazione si contrappone l'emendamento a firma Migliavacca, Oliverio, Sanna e Brutti che propone che la partecipazione alle primarie sia condizionata ad una ''preventiva registrazione nell'Albo dei sostenitori'' da chiudere una settimana prima delle primarie.
In questo caso si deve prima andare ad iscriversi e poi tornare a votare. Nel primo caso invece tutto viene a coincidere e si lascia un largo margine di imponderabilita' sul popolo del partito.
La soluzione della chiusura anticipata dell'Albo (caldeggiata prevalentemente dai dalemiani) viene criticata dai sostenitori della struttura aperta (veltroniani) per il rischio di tornare al vizio dei vecchi partiti che si strutturavano in corrrenti e dando quindi vita ad una struttura politica oligarchica.
Non conoscere prima chi sono gli iscritti -si fa osservare- rende molto piu' difficile organizzare correnti e preordinare cordate per le elezioni. Una tesi questa che e' stata illustrata oggi da Goffredo Bettini, braccio destro di Veltroni, intervenuto nella discussione generale.
E Bettini ha indicato nell'albo aperto un ''paletto irrinunciabile'' pena un ritorno a prima del 14 ottobre, cosa che ''sarebbe un delitto politico''.
''Se torniamo -ha detto- ad un partito che ripropone vecchie logiche, con la spartizione di poteri e percentuali, a me in interessa piu' perche' sarebbe un ritorno spaventoso al passato.
Io voglio un vero pluralismo di idee''. Bettini ha fatto propria anche la proposta di prevedere una soglia del 10 per cento del consenso degli aderenti per poter correre alle primarie per la carica di segretario nazionale o regionale, evitando coai' anche le candidature estemporanee di sola ricerca di notorieta' e perfino disomogenee e perfino estranee al partito. min/cam/ss