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IRAQ: BUSH, PROGRESSI DEL PAESE ''IN LINEA'' CON RIDUZIONE TRUPPE USA

L'obiettivo di Iran devono smetterla di fomentare le violenze settarie nel paese.
Lo ha detto oggi il presidente Usa George W.
Bush in Kuwait, prima di arrivare in Barhain, altra tappa del tour in Medio Oriente che terminera' mercoledi' 16 in Egitto.
Bush ha tenuto un incontro con la stampa dopo aver incontrato i vertici politici e militari nel paese a Camp Arifjan, la maggiore base militare Usa nel paese, in particolare il generale David Petraeus, comandante delle forze Usa in Iraq, dal quale ha ricevuto un rapporto sulla situazione nel paese, e l'ambasciatore Usa a Baghdad Ryan Crocker.
Washington, dunque, sta rispettando la tabella di marcia sulla riduzione delle truppe prevista entro luglio, che dovrebbe portare a 15, da 20, il numero delle brigate di stanza nel paese.
''Il livello di violenza si e' ridotto significativamente - ha detto Bush -.
La speranza sta tornando a Baghdad, nelle altre citta' e nei villaggi di tutto l'Iraq.
Una brigata dell'esercito e un'unita' della Marina sono gia' tornate a casa e non verranno rimpiazzate, mentre nei prossimi mesi altre quattro brigade e altri due battaglioni della Marina lasceranno il paese''.
In sostanza, entro l'estate, circa 20mila soldati dovrebbero tornare definitivamente a casa anche se, ha aggiunto Bush, spettera' comunque al comandante delle truppe Usa in Iraq Petraeus decidere il livello di truppe necessario ''sulla base della situazione sul campo''. ''Ora - ha aggiunto Bush - si tratta di consolidare i progressi raggiunti e fare tutto il possibile perche' il 2008 ne porti altri''.
Bush ha poi intimato a Siria e Iran di smetterla di fomentare le violenze settarie nel paese.
Alle autorita' di Damasco il presidente americano ha chiesto di ''ridurre ulteriormente l'afflusso di terroristi'', specialmente di attentatori suicidi nel Paese confinante, mentre al regime degli ayatollah, il capo della Casa Bianca ha intimato di ''smettere di appoggiare le milizie irachene nei loro attacchi contro le truppe Usa e le forze governative locali''. Inoltre, secondo Bush, Al Qaeda, ''ha subito colpi duri in Iraq'' negli ultimi mesi.
Ma non bisogna abbassare la guardia ''per non perdere i successi conquistati sul campo'' nell'ultimo anno.
Il presidente Usa ha poi riconosciuto gli sforzi e i progressi del Governo iracheno: ''non si puo' passare all'istante dalla tirannia alla democrazia.
Il governo iracheno ha fatto indubbiamente progressi, ma non siamo interamente soddisfatti perche' e' necessario che si faccia ancora di piu'.
Ma ci rendiamo conto che e' una situazione difficile''. Al momento, il presidente degli Stati Uniti si trova in Bahrain, seconda tappa della sua visita tra i paesi del Golfo.
Bush e' atterrato all'aeroporto da Al-Khalifa di Issa accolto dal re Hamad.
Le prossime tappe del presidente Usa saranno Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, per concludere la sua missione nella regione il 16 gennaio prossimo in Egitto. red-sam/sam/ss