ELEZIONI: L'ITALIA AL VOTO
Ci siamo. Dopo una lunga, a tratti
alla naturale scadenza della legislatura.
Perche' si e'
arrivati al voto lo si sa.
Il risultato delle elezioni politiche di due anni ha
evidenziato un Paese spaccato a meta', ''una mela'' - come
dissero all'epoca quasi tutti i commentatori politici -
tagliata in due parti uguali.
Ed il Senato uscito da quella
votazione e' stato la plastica rappresentazione di questa
divisione.
Romano Prodi ha provato a governare nonostante la
risicata maggioranza garantitagli a Palazzo Madama
soprattutto dai senatori a vita, ma ha dovuto 'gettare la
spugna' ad inizio anno per la disgregazione dell'Unione,
accelerata dalla vicenda giudiziaria che ha visto coinvolta
la famiglia Mastella.
Il giudizio su questi due anni di governo dell'Unione sono
i piu' disparati.
C'e' chi consegna a Prodi ed a Padoa
Schioppa un attestato di benemerenza per aver rimesso in
ordine i conti pubblici e chi invece, anche dalle fila
dell'ex Unione, lancia anatemi contro la 'politica del
rigore' che avrebbe strangolato sul nascere i timidi segnali
di 'ripresina' economica esponendoci adesso ai rigori della
recessione mondiale.
Gli italiani giudicheranno con la loro scheda elettorale.
E lo faranno di fronte ad un quadro politico profondamente
modificato.
Non piu' due coalizioni 'l'una contro l'altra
armata', ma due alleanze Pd-Idv e Pdl-Lega Nord-Mpa che
dovranno vedersela non solo tra di loro ma anche con altri
protagonisti: la Sinistra-L'Arcobaleno, l'Udc, La Destra, I
Socialisti ed altre formazioni minori.
E con un altro, forse
piu' temibile, attore: l'astensionismo.
leo/leo/ss