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GRAVINA: PDL E PD D'ACCORDO, SU RESTRIZIONI LIBERTA' DECIDA TRIBUNALE

''Gli arresti domiciliari non hanno Italia alla Commissione Giustizia della Camera, Gaetano Pecorella, scuote la testa davanti alla decisione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bari, Giulia Romanazzi, nei confronti di Filippo Pappalardi, il padre dei fratellini di Gravina.
Ma come si puo' assicurare una maggiore tutela dei cittadini dal ricorso a provvedimenti restrittivi basati su accuse che poi si rivelano labili o inconsistenti? ''Nei provvedimenti di limitazione della liberta' in attesa del giudizio, come in questo caso, la forma migliore di garanzia sperimentata in grandi paesi come la Francia e' il contraddittorio in tribunale prima dell'applicazione della misura restrittiva - spiega Pecorella - la procedura dovrebbe prevedere un fermo provvisorio e un'immediata discussione davanti a un collegio che poi decide''.
''Attualmente - rileva il giurista di Forza Italia - il giudice delle indagini preliminari riceve i faldoni dal Pubblico ministero e con quelli si forma un'opinione''.
La via del 'contraddittorio anticipato' precisa Pecorella ''e' uno dei punti del nostro progetto di riforma della Giustizia che vareremo una volta al governo''. La soluzione di assegnare a un giudice collegiale l'esclusiva potesta' di limitare la liberta' personale convince anche il responsabile giustizia del Partito Democratico, Lanfranco Tenaglia.
''Noi vogliamo rafforzare le garanzie effettive nel processo penale'' rimarca Tenaglia, che nello stesso tempo conferma l'orientamento di allargare il numero di reati considerati di grave allarme sociale per i quali e' prevista la reclusione in attesa di giudizio, escludendo per i rei la sospensione condizionale della pena dopo la sentenza definitiva. Cer/sam/rob