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BORSA:BMPS SUGLI SCUDI (+3,47%),SPINGONO NUMERI INTEGRAZIONE ANTONVENETA

Bmps (+3,47%) sugli scudi, nel giorno Antonveneta.
Nessuna sorpresa dal bilancio 2007 chiuso con utile record di 1,4 miliardi di euro, grazie anche alla cessione ad Axa del 50% di Mps Vita.
Le sorprese positive arrivano dal piano industriale, le sinergie derivanti dall'integrazione di Antonveneta, inizialmente stimate a 360 milioni di euro, salgono, comprensive di ristrutturazione dell'intero gruppo Mps, a 732 milioni, tra cui la riduzione del personale del gruppo pari a 1.700 unita'. Confermato per il 2008, il target del 6,5%.
A fine piano (2011) e' previsto un utile netto a 2,2 miliardi con un pay-out medio del 50%, si consolida dunque una strategia di ''stoccaggio'' del capitale, nel 2006 il pay-out fu del 55%.Ma non si trascura la remunerazione dei soci, in primis la Fondazione Mps (58% del capitale votante).
Rispetto al 2006, il dividendo e' salito del 24%. Per il 2008, il menu' delle potenziali dismissioni prevede Mps Immobiliare, gli immobili non strumentali, banche estere, 49% di Banca Monte Parma, il 66% di Mps Am Sgr, la partecipazione in Finsoe.
Complessivamente, a valore di libro, si tratta di circa 2,4 miliardi di euro, ma ai prezzi di mercato si tratta di un valore assolutamente superiore.
Mps Am Sgr, uno dei primi 4/5 attori nazionali del mercato del risparmio, e' iscritto a 95 milioni di euro. Potrebbe uscire anche Hopa, (130 milioni valore di carico), ma il presidente di Bmps, Giuseppe Mussari, non esclude un altra rettifica al ribasso del valore di carico dovuta ai rovesci del titolo Telecom.
Hopa ha il 3,7% di Telecom, Bmps il 9,6% di Hopa.
Infine la cessione di 125 sportelli, gli ultimi deal su mercato sono avvenuti tra 8-10 milioni di euro per sportello. Molto dipendera' dai profili reddituali delle unita' da cedere e dalla valutazione, attualmente in ribasso, del settore bancario.
In ogni caso, si lavora a liberare risorse per mantenere un adeguato livello di free capital e preparare il terreno per la crescita dimensionale all'estero, ovviamente per vie esterne.
Un progetto che spettera' ''al prossimo presidente'', ha detto Giuseppe Mussari, sebbene lo statuto non metta limiti alla provvidenza.
In ogni caso e' cresciuto il parterre dei soci esteri del Monte, non solo Axa (4%) ma ora anche Santander (almeno 1%).
Poi, i soci storici italiani, quali Caltagirone, Unicoop Firenze, piu' defilati Unipol e i Salentini dell'ex banca 121. Infine, nessuna esposizione sui derivati e solo 13 milioni sui subprime, ''di questi tempi una buona notizia'', spiega un analista. men/cam/alf