PREZZI: COLDIRETTI, ROTTA LA TRATTATIVA, RIPARTE LA GUERRA DEL LATTE
Interrotta la trattativa, riparte
la ''guerra del latte'' con una azione di mobilitazione che
non esclude blitz degli allevatori ai cancelli degli
stabilimenti di trasformazione ma anche iniziative di
coinvolgimento dei cittadini come la distribuzione di latte
fresco a sostegno della richiesta di un giusto prezzo per
allevatori e consumatori.
E' quanto afferma la Coldiretti in
riferimento all'interruzione della trattativa sul prezzo del
latte alla stalla con Assolatte, l'associazione di
rappresentanza delle industrie di trasformazione.
Per la Coldiretti, la proposta degli industriali e'
inaccettabile e rischia di provocare la chiusura di migliaia
di stalle italiane dopo che negli ultimi venti anni -
sottolinea la Coldiretti - sono scomparsi i tre quarti degli
allevamenti nazionali che si sono ridotti da oltre 180 mila a
poco piu' dei 45 mila attualmente in attivita' che con 1,8
milioni di mucche garantiscono una produzione di latte di 10
miliardi di chili ad alta qualita' e costi competitivi.
Nonostante in Italia nel primo trimestre del 2008 si sia
verificato un aumento dei consumi in quantita' e in valore
dei prodotti lattiero caseari, con record di incrementi in
valore del 19,1% per il grana padano e del 9,6/ per il latte
fresco (con un forte incremento dei prezzi al dettaglio),
agli allevatori - denuncia la Coldiretti - viene proposta una
inaccettabile riduzione dei compensi anche di fronte agli
aumenti vertiginosi dei costi del mangime per l'alimentazione
degli animali e dell'energia.
Secondo la Coldiretti, le maggiori spese per energia e
foraggio stanno mettendo le stalle in crisi e i 42 centesimi
al litro rappresentano il minimo vitale per sopravvivere ed
evitare il rischio dell'estinzione del latte italiano il cui
prezzo moltiplica di quasi quattro volte dalla stalla alla
tavola (+281 per cento) prima di arrivare sul banco del
negozio a 1,6 euro al litro.
Nella insostenibile forbice tra
prezzi alla produzione e al consumo c'e' sufficiente margine
- sostiene la Coldiretti - per garantire una adeguata
remunerazione agli allevatori e per non aggravare i bilanci
delle famiglie.
Nonostante i forti aumenti di costi per
mangimi ed energia, gli allevatori italiani - conclude la
Coldiretti - sono pronti a bloccare il prezzo di vendita del
latte alla stalla ai livelli attuali per contenere con
responsabilita' la spirale inflattiva se un analogo impegno
sara' assunto anche da industria e distribuzione.
Approfondimenti:
Codacons
Adusbef
ADUC