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LIBANO: LA RUSSA, NON CREDO A MODIFICHE REGOLE INGAGGIO

''Non credo che si debbano modificare le regole di ingaggio'' della missione militare italiana in Libano.
''Non spetta a noi deciderlo.
A parlarne troppo si crea una tensione che non e' utile''.
Cosi' il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha concluso il suo intervento davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato riunite a Montecitorio sulle missioni militari all'estero.
Dopo aver ricordato che l'obiettivo della missione Unifil e' ''quello di assistere il governo libanese ad esercitare la sua sovranita' nel Paese e di sostenere le forze armate libanesi nel garantire la sicurezza in una specifica area'', il ministro ha detto che la missione ''il cui comando e' affidato dal febbraio 2007 a un generale italiano, ha raggiunto una consistenza di circa 13 mila militari appartenenti a 28 Nazioni e l'attuale contributo di forze nazionali e' di circa 2.700 militari''.
''Dallo scorso febbraio - ha proseguito La Russa - la missione che utilizza la forza navale ed europea Euromarfor, anch'essa a guida italiana, e' presente nelle acque antistanti il Libano per impedire il traffico di armi illegali dal mare verso il Libano e per far rispettare le risoluzioni Onu 1701 e 1773''.

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