DA NAPOLI DUE GIALLI SU INTERCETTAZIONI E PSE (IL PUNTO)
Napoli e' diventata per un giorno la
capitale dei problemi che assillano il governo e il Pd,
principale partito di opposizione.
Silvio Berlusconi, che ha
promesso una presenza costante nella citta' campana per
risolvere l'emergenza rifiuti, e' giunto in mattinata con il
sottosegretario Guido Bertolaso e il portavoce del governo
Paolo Bonaiuti.
Piu' o meno alla stessa ora e' arrivato
Walter Veltroni, atteso dalla riunione del Partito del
socialismo europeo (Pse) che a Napoli sta discutendo in
questi giorni di politiche economiche e di Mediterraneo.
Per Berlusconi, primo incontro con il cardinale Sepe, poi
quello in prefettura con il presidente della Corte d'appello
di Napoli Raffaele Numeroso e il procuratore generale
Vincenzo Galgano, dopo le polemiche dei giorni scorsi
rispetto alle norme del decreto varato dal governo che in un
articolo prevede un accentramento di competenza presso la
Procura generale del tribunale di Napoli per quel che
riguarda i procedimenti giudiziari relativi ai rifiuti e
all'ambiente.
Subito dopo, la riunione che e' servita al passaggio di
consegne tra il commissario straordinario per l'emergenza
rifiuti Gianni De Gennaro (oggi era il suo ultimo giorno di
lavoro) e il sottosegretario Guido Bertolaso.
C'e' stato
anche il tempo per sciogliere da Napoli il 'giallo' che
riguardava il testo sulle norme relative alle intercettazioni
su cui sta lavorando il governo.
L'ordine del giorno del
Consiglio dei ministri di venerdi' prossimo reca il varo di
un 'decreto legge' in materia di intercettazioni, notizia che
coglieva di sorpresa la sala stampa di Montecitorio ma anche
molti deputati della maggioranza.
La correzione favorevole a
un 'disegno di legge' - come del resto era stato chiesto dal
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nei giorni
scorsi - arrivava direttamente nel corso della conferenza
stampa che il premier ha tenuto a Napoli.
Le sue sono state
parole precise: il governo discutera' di un disegno di
legge.
Svista, errore o ripensamento? Qualcuno non esclude un
intervento dal 'Colle' per riportare la materia in un ddl.
Di tutt'altra natura gli impegni a Napoli di Walter
Veltroni.
Il segretario del Pd era atteso con ansia dalla
riunione dei parlamentari europei in corso da ieri nel
capoluogo campano, dove e' tornato ad affrontare il tema
della collocazione europea del suo partito.
Non potendo
sciogliere una volta per tutte l'ambiguo rapporto tra Pd e
Pse a causa dell'opposizione degli esponenti della ex
Margherita (a iniziare da Francesco Rutelli), Veltroni ha
preferito illustrare le ragioni del suo partito.
Occorre - ha
detto - che la famiglia del socialismo europeo non si limiti
ad allargare i suoi confini, ma lavori a una vera e profonda
innovazione che coinvolga tutte le forze del campo riformista
europeo e mondiale.
Quindi, ha concluso, quello del Pd non e'
un caso anomalo nel contesto delle forze progressiste europee
ma piuttosto un'esperienza battistrada che con i suoi tratti
originali puo' servire a invertire la rotta che negli ultimi
anni vede prevalere, con poche eccezioni, nelle competizioni
elettorali coalizioni di centrodestra a livello europeo.
Questo ragionamento non ha convinto i rappresentanti del
Pse.
Martin Schulz, capogruppo socialista nel Parlamento di
Bruxelles, che gia' nei giorni scorsi aveva segnalato come i
problemi della politica italiana non possono essere risolti
su scala europea, pur apprezzando il ragionamento di
Veltroni, ha ricordato come in Europa sia impossibile
allargare il fronte progressista puntando per esempio
all'alleanza o alla convergenza tra socialisti e liberali (su
questo punto ha fatto l'esempio della Germania, dove i
liberali non hanno rapporti con i socialdemocratici).
E' indubbiamente difficile pretendere che le
contraddizioni del Pd possano sciogliersi su scala europea.
Veltroni ha anche messo le mani avanti: tornare indietro,
dando vita a una semplice federazione tra Ds e Margherita,
sarebbe una cocente sconfitta.
Un aiuto al segretario del Pd
e' pero' venuto questa mattina da Lapo Pistelli, parlamentare
europeo, responsabile esteri del partito, proveniente dalla
Margherita.
In una intervista al quotidiano 'Europa', ha
precisato che il Pse e' disposto a una ampia discontinuita'
su nome, simbolo e programma per arrivare a un accordo con il
Pd.
Da Napoli, pero', le cose non sembrerebbero stare proprio
come le ha descritte Pistelli.
Schulz ha ripetuto la sua
posizione: piu' che ribattezzare il Pse in 'partito dei
socialisti e progressisti europei', non si puo'.
Approfondimenti:
Il Governo Italiano
Forza Italia
Democratici di sinistra
Il Quirinale
Democratici per l'ulivo
Alleanza Nazionale
UDC
Lega Nord
La Camera dei Deputati