BOT: RENDIMENTI AI MASSIMI DAL 2000.
SPINGONO ASPETTATIVE INFLAZIONE
Bot annuali al rendimento lordo del
4,58%, il top dal dicembre del 2000.
E' questo il verdetto
dell'odierna asta dei Titoli di Stato.
Per gli operatori, si
tratta di rendimenti che iniziano a tornare competitivi con i
dividendi offerti dalla societa' quotate in Borsa, anche alla
luce dell'attesa frenata dell'utile per azione conseguente al
rallentamento del ciclo economico.
Il rialzo dei rendimenti dei Bot non e' una sorpresa,
riflette le aspettative di maggiore inflazione che oramai
sono ampiamente consolidate nell'Eurozona.
A maggio il tasso
di inflazione e' salito ai massimi decennali a quota 3,6%
nell'Eurozona tanto da indurre la Banca Centrale Europea ad
alzare la previsione sull'inflazione del 2008 al 3,4% e ad
annunciare una probabile stretta sui tassi per luglio.
Il
tasso Refi dovrebbe passare dal 4% al 4,25%.
Anche in Italia, nel mese di maggio, il tasso di
inflazione e' salito al 3,6%, il top dei 12 anni.
Naturale
dunque che gli investitori richiedano ai Bot un maggiore
premio per coprire l'inflazione e avere un rendimento reale
positivo.
L'aumento dei tassi di interesse e dei rendimenti e' stato
particolarmente forte sulle scadenze brevi.
La curva dei
rendimenti appare piuttosto piatta, investire a 10 anni in
Btp rende il 5,12%, appena 0,54% in piu' dei Bot annuali.
Un chiaro segnale che il mercato sconta aspettative di
inflazione ancora sostenuta.
Se poi la curva dovesse
invertirsi, con i rendimenti a breve superiori a quelli a
lungo, allora prevarrebbero aspettative di stagflazione,
bassa crescita e alti prezzi al consumo.
In questo caso
l'appeal per i Bot sarebbe totale, tornerebbero una valida
assicurazione contro la perdita del potere d'acquisto.
Uno
scenario che ricorda i primi anni '80.
Approfondimenti:
Istat
Siti Finanziari
Publiweb Soldi & Finanza
Banca d'Italia
Abi
Banca Centrale Europea
Il sito ISVAP
Il sito dell'Ania