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ORO: REGNA L'INCERTEZZA E TORNA A CORRERE.
NEL MIRINO QUOTA 1.000 $


La crescente incertezza sui mercati Il superamento, oggi, della soglia psicologica dei 900 dollari all'oncia se da una lato e' ricollegabile ad alcuni eventi contingenti come la persistente debolezza del dollaro o le previsioni su un taglio dei tassi Usa, dall'altra segnala un quadro di fondo di timori per le prospettive dell'economia statunitense. I report di diverse banche d'affari (Merrill Lynch in testa) considerano ormai gli Usa, ancora alle prese con la 'conta dei danni' della crisi dei subprime, sulla soglia della recessione, proprio nell'anno delle elezioni per la Casa Bianca. L'oro, dunque ''riflette il sentiment del mercato'' commenta un analista ''e' un rifugio di fronte all'incertezza e al momento e' la scommessa migliore.
Nessun altro investimento in questo momento puo' vantare il suo appeal''. Nemmeno il petrolio, che sta vivendo nelle ultime sedute una fase di riflessione che ha riportato il barile sotto i 94 dollari dopo l'exploit di inizio anno oltre quota 100 dollari. ''Con un quadro economico che si fa di giorno in giorno piu' fosco - spiega un trader - i mercati prevedono una serie di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve che potrebbero portare i tassi di rendimento reali degli investimenti in Usa a zero''.
Senza contare che e' in arrivo la stagione delle trimestrali che potrebbe alzare il coperchio sui veri effetti della crisi finanziaria sui grandi colossi bancari Usa.
Si tratta, dunque, di una combinazione di effetti tutti generati dall'incertezza: impatto della crisi subprime, possibile recessione, probabili tagli dei tassi da parte della Fed, prospettive sui corsi azionari, svalutazione del dollaro. E non manca chi, ormai, vede vicina la prospettiva di un test dell'oro a quota 1.000 dollari l'oncia, gia' entro il primo trimestre grazie al riorientamento dei portafogli in corso da parte di fondi hedge e pensionistici. Solo l'anno scorso il metallo giallo e' balzato del 32% sulla scia del petrolio e mentre il biglietto verde proseguiva la sua caduta fino ai minimi storici. Da tenere presente, pero, che il valore reale dell'oro, aggiustato per l'inflazione, resta comunque ben al di sotto dei livelli toccati nel 1980 in pieno secondo shock petrolifero, quando raggiunse gli 875 dollari l'oncia equivalenti ai valori odierni a circa 2.100-2.200 dollari l'oncia.
fgl/sam/lv