CENTRODESTRA: REFERENDUM PER ORA LO DIVIDE - DOMANI POTREBBE RIUNIRLO
Silvio Berlusconi rientra dalle
suoi e del fratello Paolo) ed una situazione politica quanto
mai frastagliata.
L'Unione, infatti, tenta faticosamente di mantenersi unita
e di sostenere il governo quanto meno fino al prossimo anno,
mentre il centrodestra e' ancora diviso su quasi tutto con
unico collante la richiesta di dimissioni di Prodi e del suo
esecutivo.
E tutto questo avviene mentre sulla scena politica
diventa sempre piu' incombente l'ombra del referendum
elettorale che potrebbe sparigliare i giochi in entrambe le
coalizioni.
La prossima settimana, infatti, la Corte
Costituzionale si esprimera' sull'ammissibilita' o meno dei
tre quesiti referendari.
Berlusconi, prima del suo rientro in Italia, ha anticipato
in un'intervista le sue intenzioni in questo avvio d'anno.
Attendere ''alla finestra'' le decisioni del centrosinistra
sulla riforma della legge elettorale e la presentazione di
una piattaforma comune (solo in questo caso Fi comincera' a
dialogare) e ricostruire il centrodestra 'terremotato' prima
dalla presa di distanze di Pier Ferdinando Casini, poi dalle
critiche di Gianfranco Fini alla sua gestione della politica
dell'opposizione (la famosa 'spallata') e infine da lui
stesso con l'annuncio della nascita del Pdl, ovvero il
'Popolo della Liberta''.
Il leader di Fi non appare troppo convinto sulla
fattibilita' di una nuova legge elettorale con un voto
parlamentare.
I 'piccoli' dell'Unione, infatti, temono di
sparire e intendono frapporsi ad ogni ipotesi di soglia di
sbarramento alto usando tutte le 'armi' a disposizione,
dall'ostruzionismo alla minaccia di crisi di governo.
Quindi,
in caso di mancato accordo, l'ex premier si prepara a due
ipotesi alternative: il referendum o il voto politico
anticipato.
Nella prima ipotesi (referendum da svolgersi tra il 15
aprile ed il 15 giugno) Berlusconi sara' costretto ad
assumere una posizione defilata se non vuole ampliare la
deflagrazione del centrodestra visto che Lega Nord e Udc sono
contrari (e lavoreranno quindi per l'astensionismo), mentre
An e' favorevole.
Non c'e' dubbio che una vittoria dei si'
rafforzerebbe Fi (il premio di maggioranza introdotto da uno
dei quesiti va alla lista che ha ottenuto piu' voti), ma l'ex
premier non puo' correre il rischio di schierare il suo
partito per il si' (rompendo i rapporti con Lega e Udc) per
poi trovarsi con i cocci della coalizione di fronte ad una
vittoria dell'astensionismo.
Da qui la probabile mancata
indicazione di voto ai propri elettori lasciandoli liberi di
andare o meno alle urne.
In questo modo, in ogni caso, le
possibilita' di dialogo e di ricucitura del centrodestra
resteranno intatte.
Qualora, invece, il referendum ottenesse
il quorum e registrasse la vittoria dei si', Berlusconi
potrebbe lavorare all'ipotesi della federazione con An e,
possibilmente, anche con l'Udc (per ora contraria ma dopo il
referendum potrebbe essere piu' malleabile), con la Lega
alleata, per evitare possibili 'colpi bassi' dal Pd che
potrebbe strappargli la vittoria alle urne.
La seconda ipotesi, possibile voto anticipato gia'
quest'anno una volta constatata da parte del capo dello
Stato, Giorgio Napolitano, l'impossibilita' di mandare avanti
la legislatura dopo un'eventuale crisi provocata da qualche
'nanetto' del centrosinistra, contempla l'accelerazione dei
lavori necessari per portare ad una nuova aggregazione delle
forze del centrodestra.
Una scelta quasi obbligata, quella
della coalizione, anche per l'Unione.
E se la Casa della
liberta' e' finita, c'e' gia' pronto il 'Popolo della
liberta'' che - ha gia' precisato Berlusconi pensando al
futuro - non vuole essere un nuovo partito nato dalle ceneri
di Fi, ma un'alleanza di tutti i moderati che si oppongono
alla sinistra.
Rinunciato quindi alla 'cannibalizzazione' degli alleati,
Berlusconi comincera' l'opera di ricucitura con Fini e
Casini.
Una buona occasione al riavvicinamento l'ha fornita
il Natale, con lo scambio di auguri e l'impegno di vedersi al
piu' presto.
Anche perche' tocchera' trovare un accordo per
le amministrative di questa primavera se non si vuole
regalare la vittoria al centrosinistra.
leo/cam/lv