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ALITALIA: COMPAGNIA SOFFRE FIDERAGGIO SU MALPENSA

Alitalia non puo' permettersi di Senato, il 20 settembre scorso.
Lo ha ripetuto qualche giorno fa il presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta, venuto a Roma per attivare i contatti in vista dell'avvio della trattativa in esclusiva per la privatizzazione dell'Alitalia. E' dall'attivita' di fideraggio, ovvero quella operata sul corto raggio con velivoli di piccole dimensioni per convogliare nei grandi hub intercontinentali i passeggeri provenienti da altre destinazioni nazionali o internazionali, che Alitalia rivaca le maggiori sofferenze nell'attivita' su Malpensa.
Tale attivita', ha detto lo stesso presidente lo scorso settembre in Parlamento, costa alla compagnia 150-200 milioni di perdite all'anno.
Sull'attivita' dell'Alitalia incide pesantemente il modello di network che, nel suo attuale assetto e' costruito su 3 aeroporti principali, Fiumicino, Malpensa e Linate, di cui due insistono sullo stesso bacino di traffico e cioe' il Nord Italia.
Tale duplicazione costringe la compagnia a raddoppiare la gran parte dei voli sui due scali milanesi per la sola alimentazione della rete.
Per fare un esempio, solo nel mercato domestico, Alitalia opera collegamenti sia da Linate che da Malpensa per Palermo, Catania, Napoli, Fiumicino, Brindisi e Bari.
Oltre a cio', il Nord Italia presenta un numero elevato di aeroporti con l'asse Torino-Trieste con uno scalo ogni 60 chilometri.
Eppure l'attivita' di fideraggio e' necessaria per raccogliere maggiore domanda. Nel nostro paese infatti la suddivisione del mercato mostra come il 74,6% sia riservato alla connessione attraverso un hub, mentre solo il 25,4% sia intercettato dai voli diretti. Per quanto riguarda la fetta di mercato dedicata alla connessione via hub, Francoforte risulta essere il principale collettore di traffico intercontinentale da e per l'Italia con il 12,9%, seguito da Parigi Charles De Galle, con il 12,4% e da Malpensa, con il 9,2%.
Seguono poi Madrid (7%), Amsterdam (6,7%), Fiumicino (6,3%), Londra Heathrow (5,7%) e Monaco (4,1%). Sull'intercontinentale, nel 2006 sui passeggeri per origine-destinazione, elaborati secondo i dati di traffico Iata, il mercato principale e' risultato essere Roma: sul totale di 8,8 milioni di passeggeri, il 37% ha origine/destinazione nell'area della capitale (3,3 milioni), il 30% nell'area di Milano (2,6 milioni), il 19% nel resto del Nord Italia (1,7 milioni) e il 14% nel Centro-Sud (1,2 milioni). Sempre elaborando i dati di traffico passeggeri nel 2006, si vede che 6 passeggeri su 10 con origine o destinazione Milano si servono di aeroporti alternativi a Malpensa, nonostante i voli diretti Alitalia.
Nel particolare, tra i passeggeri con origine/destinazione Milano (30% del totale), i passeggeri che si servono di voli diretti da Malpensa risultano essere il 38% (11,4% del totale), mentre ben il 62% si serve di voli da altri aeroporti (18,6% del totale). Oltre a cio', si vede che nel 2006, 9 passeggeri su 10, con origine o destinazione resto del Nord Italia, si sono serviti di aeroporti alternativi a Malpensa.
Nello specifico, i passeggeri con origine o destinazione Nord Italia sono risultati essere il 19% del totale, di questi, l'8% si sono serviti di voli via Malpensa (1,5% del totale), il 5% si sono serviti di voli diretti (1% del totale), mentre l'87% ha scelto voli via altri aeroporti (16,5% del totale). Complessivamente, il 18% dei passeggeri intercontinentali da e per l'Italia si e' servito di Malpensa.
Di questi, l'11,4% ha avuto origine o destinazione nell'area di Milano, il 3,5% il altre localita' del Centro Sud, l'1,6% nell'area di Roma e l'1,5% in altre localita' del Centro Nord. Per i passeggeri con origine o destinazione Roma di vede invece che 7 su 10 si servono di aeroporti alternativi a Fiumicino: il 33% si serve di voli diretti dallo scalo romano, mentre il 67% si serve di voli da altri aeroporti, di questi ultimi, il 5% rappresenta quelli serviti via Malpensa. sen/cam/lv