ICT: CROVETTI (BREMBO), IN ITALIA MANCA BANDA LARGA E NORMATIVA AD HOC
Scommettere con decisione sulla
dubbi.
E' su questi due fattori, dice in un'intervista
rilasciata all'ASCA, che il sistema Italia, oggi fanalino di
coda in Europa sul terreno dell'innovazione e delle nuove
tecnologie, si gioca il proprio futuro.
Per recuperare il gap che separa il nostro Paese dalle
realta' piu' avanzate, spiega il manager, ''la chiave del
successo e' la banda larga, che rende piu' facile portare e
distribuire tutta una serie di servizi e di innovazioni''.
Perche' allo stato attuale, lamenta, ''siamo indietro sulla
banda larga in modo tremendo.
E i provider di banda larga non
stanno percorrendo una strada che possa facilitarne
l'utilizzo''.
Esattamente il contrario, cioe', della strada
seguita con successo da diverse realta', non solo europee.
Per Crovetti, non mancano erto i casi 'virtuosi' ai quali
ispirarsi: ''Francia docet.
La Francia ha realizzato un piano
pluriennale e ha portato a casa un infrastruttura che per
l'Italia e' un miraggio.
Ma c'e' anche l'esempio del
Giappone, dove tutto e' in fibra ottica: c'e' stata una
progettazione a medio e lungo termine.
Mentre quello italiano
e' un caso di mancata integrazione tra centro e periferia.
Perche' i cavidotti per portare la fibra, ci sono.
Basta considerare che i comuni hanno l'Enel e hanno il gas.
Inserire nei cavi gia' esistenti una fibra ottica non e'
difficile: noi in Brembo siamo stati costretti a farlo tra
Curno e Stezzano.
Ma in Italia manca un disegno globale su
cosa voglia dire fare la banda larga nel territorio''.
fcz/cam/bra