DIARIO ELETTORALE: IL GIORNO DELLE LISTE E DEI 'RADICALI LIBERI' (RPT)
la presentazione delle liste dei candidati alle elezioni del
13 e 14 aprile ed i partiti che non hanno ancora portato a
termine la stesura delle stesse si stanno affrettando a
farlo.
Il Pd, almeno a grandi linee, aveva definito gia' da una
settimana le sue liste per Camera e Senato.
La notte scorsa
ha invece terminato il Pdl.
Ancora aperte, invece, le liste
di alcune formazioni minori.
Tra queste quella del Partito
Socialista che potrebbe riservare qualche clamorosa
sorpresa.
Il fatto del giorno, infatti, e' che il leader storico dei
Radicali, Marco Pannella, Sergio D'Elia e Silvio Viale, tutti
e tre esclusi dalle liste del Pd, potrebbero essere candidati
per il Ps.
E' stato lo stesso Pannella ad annunciarlo dai microfoni
di Radio Radicale.
''Ieri sera - ha detto - abbiamo avuto un
lungo incontro con Boselli e altri compagni socialisti per
analizzare la possibilita', noi eravamo assolutamente pronti,
di un'intesa volta al raggiungimento del 4%'' (la soglia di
sbarramento per la Camera).
''Essendo tre esclusi, tre radicali liberi - ha aggiunto
Pannella -, cioe' io, Sergio D'Elia e Silvio Viale, abbiamo
detto 'siamo sicuramente disponibili' ad una candidatura
nelle liste socialiste''.
La risposta di Enrico Boselli,
almeno fino a questa mattina - ha detto poi Pannella -, non
era arrivata.
Ad ora di pranzo il leader socialista ha confermato la
notizia di Pannella, precisando che un accordo politico con
il suo partito ''ci sembrava del tutto incompatibile con
quello che i radicali hanno gia' sottoscritto con il Pd''.
Ma
Boselli lascia aperto uno spiraglio.
''Ovviamente - ha
aggiunto -, come abbiamo gia' fatto con Mastella, possiamo
proporre a Marco Pannella e agli altri compagni radicali che
sono stati scartati da Veltroni, di presentarsi nelle nostre
liste per garantire quel diritto di tribuna che consideriamo
essenziale in una democrazia davvero liberale''.
Si attendono gli sviluppi.
Certo e' che, se Pannella
vorra' approfittare di questo 'diritto di tribuna', il Pd
corre il rischio che, dopo essersi fatto carico della
candidatura di nove esponenti radicali (di questi sei
'sicuri'), possa non ricevere il voto degli elettori
radicali.
leo/mcc/lv