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ECOFIN: IL RITORNO DI TREMONTI, CONTI IN ORDINE MA ALLARME CRESCITA

Dopo due anni Giulio Tremonti torna quando a Bruxelles giungeranno i responsabili dell'Economia dei Paesi di Eurolandia.
Mercoledi' si terra' il Consiglio con i ministri dell'Unione. Tremonti ha lasciato l'Ecofin nel 2006, per il cambio di governo, con la procedura di infrazione per deficit eccessivo che pendeva sull'Italia.
Oggi il nostro Paese non e' piu' un 'sorvegliato speciale' perche' proprio il 7 maggio, la procedura e' stata abolita: l'Italia ha rispettato gli impegni e ha riportato il deficit sotto la soglia del 3%. Anzi, ha fatto piu' di quanto richiesto, abbassando l'indebitamento del 2007 all'1,9%.
Il precedente ministro, Tommaso Padoa-Schioppa, ha incassato la pagella con la promozione, come ultimo atto della sua esperienza a via XX settembre. Il Commissario agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, severo osservatore dei bilanci, ha riconosciuto i progressi compiuti negli ultimi due anni, ma ha lanciato un monito: le autorita' italiane non devono abbassare la guardia e si impegnino a proseguire sulla strada del risanamento per raggiungere gli obiettivi di medio termine, ossia il pareggio di bilancio al massimo nel 2011. Il governo appena insediato trova quindi i conti in buono stato di salute, come la Ue ha certificato, ma le prospettive economiche in fase di peggioramento per le inevitabili ripercussioni della crisi internazionale partita dagli Usa. La battuta d'arresto del pil nel 2008, che la Commissione di Bruxelles stima allo 0,5% (il Fmi addirittura allo 0,3) mette un'ipoteca sui risultati di bilancio per l'anno in corso.
Il governo, nella relazione unificata, aveva previsto il deficit salire al 2,4%, la Commissione Ue al 2,3%.
Basta poco per tornare vicino alla zona di rischio. Tremonti vola a Bruxelles quando il governo non ha ancora ottenuto la fiducia del Parlamento (mercoledi' 13 maggio e' previsto il voto alla Camera e giovedi' al Senato) e, a detta dei suoi stretti collaboratori, dovrebbe mantenere un atteggiamento di ascolto.
Lo accompagnera' il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli.
Sembra probabile che il nuovo ministro non svolgera' un intervento dettagliato sui programmi di governo, ma assicurera' i colleghi europei sul mantenimento della linea del rigore, precisando che gli sgravi fiscali annunciati dal nuovo esecutivo saranno adottati compatibilmente con la situazione delle finanze pubbliche. lsa/rf/ss