SICUREZZA: DL, RESTA AGGRAVANTE CLANDESTINITA' E CIE, OK NORME ANTIMAFIA
''Le misure urgenti nel decreto, gli
approfondimenti nel ddl''.
Lapidario ed essenziale il
presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, ha riassunto
con queste poche parole il senso delle riunioni che questa
mattina si sono susseguite a Palazzo Madama sui provvedimenti
sulla sicurezza.
''La necessita' e' che il decreto legge trovi al piu'
presto conversione, per rispondere alle esigenze di sicurezza
che giungono dai cittadini e per cui il governo e la
maggioranza si sono impegnati in prima linea.
E' per questo
che va sfrondato di tutte quelle norme che rischiano di
appesantire il dibattito e che sono state aggiunte con vari
emendamenti'' ha spiegato poi ancora il capogruppo Pdl.
Ecco che il decreto ritorna alla sua versione originale,
quella licenziata dal Consiglio dei ministri, con pochissime
eccezioni.
Confermata dunque l'aggravante per i reati
commessi da clandestini (art.1), confermata anche la
trasformazione della denominazione dei Cpt (Centri di
permanenza transitoria) in Cie (Centri di identificazione ed
espulsione), confermata pure la confisca dei beni immobili
per chi li ceda a titolo oneroso a clandestini, sia pure con
una annunciata ''riformulazione'' da parte del governo ''per
motivi tecnici'', ma tutta nel senso ''di rendere piu'
efficaci le iniziative previste'', come sottolinea con
puntiglio Gasparri.
Niente colpo di spugna, dunque, ma una
formulazione giuridicamente piu' rigorosa, si annuncia.
Cancellato invece dal decreto l'emendamento di Berselli
sulla prostituzione, che passa pari pari al ddl, come altre
proposte di modifica meno eclatanti.
Resta confermata la
collocazione del reato di immigrazione clandestina nel ddl.
Unica eccezione alle modifiche al decreto restano gli
emendamenti a firma Vizzini e Berselli sulla confisca dei
beni di origine mafiosa, che rimangono nel decreto con il
parere favorevole del governo, per una rapida approvazione.
Oggi le commissioni Affari coastituzionali e Giustizia del
Senato dovrebbero concludere l'esame degli emendamenti e
forse gia' domani il decreto potrebbe approdare (come da
calendario) in Aula per l'esame dell'assemblea.
Approfondimenti:
Il sito della DIA
Il sito del Governo
Senato della Repubblica