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PD: FIORONI, NESSUN DISAGIO DEI CATTOLICI NEL NUOVO PARTITO

Non e' vero che i cattolici nel Pd vivano la loro presenza nel partito come uno stato di disagio e le affermazioni in questo senso di 'Famiglia Cristiana' non sono generose.
Ad affermarlo e' Giuseppe Fioroni esponente di riferimento dei cattolici nel Pd che respinge le critiche anche in riferimento alla collocazione europea del nuovo partito.
D - Ma e' vero che i cattolici vivono la loro presenza nel Pd con disagio?.
FIORONI - ''La scelta che hanno fatto i cattolici impegnati in politica all'interno dell Partito Democratico e' di costruire un soggetto riformatore e di centrosinistra che abbatte gli steccati e metta a disposizione la storia, la cultura del cattolicesimo democratico, come sale e lievito della costruzione del nuovo soggetto politico.
E' una sfida di innovazione, ma anche una sfida ambiziosa per migliorare la qualita' della democrazia nel nosro paese.
Questo processo che abbiamo avviato e questo lavoro che stiamo realizzando merita attenzione e rilessione; suggerisce ancge critiche, ma credo che il risultato complessivo della costruzione di questo nuovo soggetto ricadra' come elemento positivo per la vita democratica del paese''.
D - C'e' il problema della collocazione europea del Pd.
C'e' chi -tra gli ex della Margherita- ha detto non vogliamo morire socialisti.
Cosa ne pensa?.
FIORONI - ''Certo un partito che si caratterizza per la propria necrofilia...
non credo sia un grande dibattito su come non morire! Io vorrei cimentarmi su come possiamo vivere e far vivere meglio i nostri elettori e come questo sforzo di innovazione e discontinuita' che abbiamo costruito nel nostro Paese possa rappresentare anche questo un elemento di innovazione profonda per le famiglie politiche europee''.
D - Cosa pensa delle critiche che sono piovute da Famiglia Cristiana?.
FIORONI- ''Famiglia cristiana ha dato un utile stimolo al dibattito.
Ritengo che molte di quelle considerazioni siano ingenerose per lo sforzo che abbiamo messo in atto.
Credo che basti vedere sul reato di immigrazione clandestina il modo con cui abbiamo fatto opposizione.
Il risultato che abbiamo ottenuto e' che e' meglio giudicare sui fatti anziche' sulle parole, soprattutto quando ognuno commentando le parole ci mette del suo''.