INTERCETTAZIONI: GASPARRI, NON ALIMENTARE DIBATTITI SUL NULLA
''Il ministro Alfano ha dichiarato
che si tratta di un provvedimento aperto, che terra' conto
della discussione preliminare in atto, esprimero' le mie
valutazioni quando avremo un testo, altrimenti parliamo come
al solito di nulla.
E dobbiamo smetterla di alimentare
dibattiti sul nulla''.
Cosi' il capogruppo del Popolo della
Liberta' al Senato, Maurizio Gasparri, intervistato dal
quotidiano online Affaritaliani.it sul tema delle
intercettazioni.
''Sono d'accordo su un provvedimento che
limiti fortemente il ricorso alle intercettazioni
telefoniche, che assorbono un terzo delle spese della
Giustizia e che di fatto fanno venir meno spesso l'attivita'
investigativa vera e propria e che quasi sempre determinano
la pubblicazione di testi, di valutazioni e di opinioni che
non hanno alcuna rilevanza rispetto all'accertamento di
responsabilita'''.
Gasparri attacca: ''Trovo scandalosa soprattutto la
pubblicazione di questi testi e quindi ritengo indispensabile
delle misure che impediscano lo sconcio della pubblicazione
continua di materiali privi di rilevanza giudiziaria, a
maggior ragione in fase ancora di indagini.
Da giornalista
dico che la stampa non puo' chiamarsi fuori da questa
vicenda.
Difendo l'esistenza dell'ordine dei giornalisti, ma
un ordine deve anche giustificare la sua esistenza e bisoga
porre un argine.
Perche' puo' capitare anche a un cittadino
giornalista di trovare i suoi colloqui privati o un giudizio
politico sulla stampa...''.
''Sul tipo di reati che possono ancora determinare l'uso
delle intercettazioni - afferma Gasparri - si discutera'
sulla base del provvedimento.
Il ministro Alfano sta
raccogliendo tutte le opinioni.
Ha ragione il presidente del
Consiglio quando dice che resteranno per i reati di mafia e
di criminalita' organizzata, vedremo se anche su altri casi
ci possa essere una necessita', lo discuteremo.
Sono
totalmente d'accordo con questo provvedimento.
Perche'
dobbiamo leggere gli sms della Falchi e di Ricucci? Oppure le
opinioni politiche di Fassino o di Berlusconi?.
E' una forma
di abolizione della riservatezza.
Quindi si tratta di una
misura sacrosanta, per la casistica dei reati poi si
discutera' anche alla luce delle valutazioni che per primo il
ministro della Giustizia fara'.
Aspettiamo come sara' scritto
il provvedimento''.
Per la corruzione si potra' ancora usare
le intercettazioni? ''Lo esamineremo''.
''Ma il problema vero - insiste il capogruppo del Pdl a
Palazzo Madama - e' la pubblicazione, che e' la cosa piu'
scandalosa.
Trovo percio' indispensabili misure nei confronti
degli editori e della stampa.
Cinque anni di carcere sono
troppi? Bene, facciamo delle multe.
Non e' piu' possibile che
vengano esposti a pubblico ludibrio persone che poi magari
vengono prosciolte.
E' prioritario stabilire come sanzionare
gli organi di informazione, non con una semplice letterina.
Tanto poi lo rifanno.
Come capogruppo ritengo che sui reati
discuteremo, mentre penso che quello della divulgazione sia
il problema principale.
E nessuno si puo' chiamare fuori.
In
trasmissioni di Mediaset o della Rai abbiamo visto tutti i
colloqui e le registrazioni, chi glieli ha dati? Queste
schifezze le hanno fatte sia Mediaset sia la Rai e per questi
casi ci vogliono multe di milioni e milioni di euro.
Persone
non condannate vengono esposte a pubblico ludibrio e se
invece ci sono materiali sensibili con indagini ancora in
corso qual e' l'aiuto agli investigatori? Casomai si vanifica
una pista''.
Approfondimenti:
Governo
Istat
Senato della Repubblica
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